VOLANO LE ADOZIONI INTERNAZIONALI IN ITALIA
07 / 04 / 2008
L’anno 2007 si chiude con un bilancio numerico estremamente positivo per l’adozione internazionale nel nostro Paese.
I bambini adottati sono stati 3420, secondo il recente rapporto statistico della Commissione per le Adozioni Internazionali - CAI, le cui attività sono state ampliate a partire dal 29 gennaio scorso, grazie all’uso di un numero verde (800.002.393). Il rapporto si basa sui fascicoli relativi ai minori stranieri autorizzati all’ingresso e alla residenza permanente nel nostro Paese a scopo di adozione. L’Italia si colloca al nono posto tra i Paesi a maggiore propensione adottiva, ma è la sola nazione per cui si registra un incremento nei flussi di ingresso. Rispetto al fenomeno complessivamente inteso, per il nostro Paese si è avuto un 10% in più tra il 2005 e il 2006, e un 7,3% in più tra il 2006 e il 2007. Dati ancora più significativi se consideriamo che l’Italia non annovera fra i Paesi di provenienza la Cina, che incide da sola per un terzo sulle adozioni nel mondo.
Secondo il la CAI riguardo questo risultato ci sono dinamiche di scenario più o meno consolidate che permettono, in ogni caso, di svolgere alcune interessanti considerazionisul fenomeno adottivo italiano:
a) bambini nel periodo di operatività della l’anno di massimo storico dell’adozione internazionale in Italia, considerando che prima dell’avvento della Commissione i decreti di adozione internazionale non avevano mai sfondato, realmente, il tetto dei 2.800 casi all’anno ;
b) anno di massimo ingresso prima del 2007 – è ancor più significativo se si considera che avviene in un contesto mutato in cui alcuni dei principali Paesi di provenienza dell’adozione internazionale, largamente attivi nel 2004, hanno definitivamente chiuso le frontiere all’esperienza dell’adozione internazionale. Molti sono infatti i Paesi di origine dei bambini che hanno messo in campo, recentemente, politiche di contenimento e di limitazione delle adozioni internazionali sia con l’introduzione di più puntuali criteri di accesso all’adozione e di più strette procedure adottive a maggiore garanzia del rispetto dei diritti del bambino, sia attraverso l’individuazione di quote annuali, sia, ancora, privilegiando le misure di accoglienza interne al Paese e potenziando lo sviluppo della cooperazione internazionale. Detto ciò il sorpasso verificatosi nel 2007 rispetto ai precedenti anni di monitoraggio deriva spostamento, almeno parziale, del baricentro dei Paesi di provenienza dei bambini caratterizzato dalla “perdita di egemonia” dei Paesi dell’est, cosa che determina, dunque, una geografia adottiva più complessa e variegata.
Per chi vuole saperne di più sulle adozioni internazionali, è attivo il numero verde 800.002.393, "Linea CAI - uno spazio per la Comunicazione, l’Ascolto e l’Informazione”, che risponde dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 13.00. In alternativa è possibile inviare un messaggio all’indirizzo di posta elettronica LINEACAI@palazzochigi.itI oppure al numero di fax 06-67.79.21.67.
Il servizio è rivolto alle coppie che aspirano all’adozione, alle famiglie adottive, agli operatori dei Servizi territoriali e dei Tribunali per i Minorenni, a tutti cittadini interessati a diverso titolo alle tematiche dell'adozione internazionale (rapporti con i Paesi, enti autorizzati, fasi dell'adozione, agevolazioni fiscali, congedi parentali, bonus alle famiglie, rimborsi spese ecc.). È prevista la possibilità di essere ricontattati, nonché di un eventuale colloquio in sede.
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