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VITTORIO ARRIGONI

I miti di socialidarity20/09/2009

Vittorio Arrigoni trentaquattro anni di Cantù, cooperante, pacifista e volontario del Free Gaza Movement è arrivato a Gaza il 25 agosto 2008, prima dell'inizio dell'operazione di Israele Piombo fuso e dei bombardamenti sulla città palestinese. Da quel giorno è rimasto a Gaza City come attivista dei diritti umani e corrispondente del "Manifesto" e - da non dimenticare- unica voce italiana sotto le bombe israeliane. (Video intervista a fondo pagina)

Ecco come racconta la sua decisione in un brano del suo blog scritto in quei giorni subito precedenti l'attacco israeliano: "Mi ha appena contattato il consolato Italiano, dicono che domani evacueranno l'ultima nostra concittadina. Una anziana suorina che da ventanni anni abitava nei pressi della chiesa cattolica di Gaza,ormai adottata dai palestinesi della Striscia. Il console mi ha gentilmente pregato di cogliere quest'ultima opportunità, aggregarmi alla suora e scampare da questo inferno. L'ho ringraziato per la sua offerta, da qui non mi muovo, non ce la faccio. Per i lutti che abbiamo vissuto, prima ancora di italiani, spagnoli, inglesi, australiani, in questo momento siamo tutti palestinesi. Se solo per un minuto al giorno lo fossimo tutti, come molti siamo stati ebrei durante l'olocausto, credo che tutto questo massacro ci verrebbe risparmiato." Ancora oggi vittorio è a Gaza City prezioso testimone per la nostra informazione perchè uomo di grande coraggio e agguerrito combattente del peggior male dell'umanità, l'indifferenza.
Il suo blog scritto nei convulsi momenti del bombardamento di Gaza, contenente i terribili reportage fotografici, è arrivato al vertice delle classifiche e tutt'ora continua ad essere un importante strumento di informazione sulla critica situazione che tutt'ora perdura a Gaza.
Il "Restiamo Umani" con cui conclude i suoi servizi giornalistici è ora divenuto un libro, eccone la sua presentazione.
"All'interno del libro il racconto di tre settimane di massacro, scritto al meglio delle mie possibilità, in situazioni di assoluta precarietà, spesso trascrivendo l'inferno circostante su un taccuino sgualcito piegato sopra un'ambulanza in corsa a sirene spiegate, o battendo ebefrenico i tasti su di un computer di fortuna all'interno di palazzi scossi come pendoli impazziti da esplosioni tutt'attorno. Vi avverto che solo sfogliare questo libro potrebbe risultare pericoloso, sono infatti pagine nocive, imbrattate di sangue, impregnate di fosforo bianco, taglienti di schegge d'esplosivo. Se letto nella quiete delle vostre camere da letto rimbomberanno i muri delle nostre urla di terrore, e mi preoccupo per le pareti dei vostri cuori che conosco come non ancora insonorizzate dal dolore. Mettete quel volume al sicuro, vicino alla portata dei bambini, di modo che possano sapere sin da subito di un mondo a loro poco distante, dove l'indifferenza e il razzismo fanno a pezzi loro coetanei come fossero bambole di pezza. In modo tale che possano vaccinarsi già in età precoce contro questa epidemia di violenza verso il diverso e ignavia dinnanzi all'ingiustizia. Per un domani poter restare umani.
I proventi dell'autore, vale dire Vittorio Arrigoni, me medesimo, andranno INTERAMENTE alla causa dei bambini di Gaza sopravvissuti all'orrenda strage, affinché le loro ferite possano rimarginarsi presto (devolverò i miei utili e parte di quelli de Il Manifesto al Palestinian Center for Democracy and Conflict Resolution, sito web: http://www.pcdcr.org/eng/ , per finanziare una serie di progetti ludico-socio-assistenziali rivolti ai bimbi rimasti gravemente feriti o traumatizzati ).
Nonostante offerte allettanti come una tournee in giro per l'Italia con Noam Chomsky, ho deciso di rimanere all'inferno, qui a Gaza.
Non esclusivamente perché comunque mi è molto difficile evacuare da questa prigione a cielo aperto (un portavoce del governo israeliano ha affermato :"e' arrivato via mare, dovrà uscire dalla Striscia via mare"), ma soprattutto perché qui ancora c'è da fare, e molto, in difesa dei diritti umani violati su queste lande spesso dimenticate"





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