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VERONA: 50MILA EURO PER I POVERI DEL BANCO ALIMENTARE

Per sostenere il Banco Alimentare-Comitato del Veneto di Verona nelle attivita' di raccolta, ricovero, distribuzione gratuita di alimenti recuperati dall'industria alimentare e dall'Aima e distribuiti gratuitamente agli enti e associazioni non profit che assistono persone indigenti, la Giunta veneta, su proposta dell'Assessore alle politiche sociali Stefano Valdegamberi, ha deliberato un contributo di 50 mila euro. La deliberazione e' prevista dalla legge regionale di bilancio di previsione per il 2008. Lo riferisce lo stesso Valdegamberi che ricorda che ''il provvedimento si inserisce nel quadro di attenzione che il Governo veneto destina ai fenomeni che riguardano le nuove poverta' di fasce sociali anziane o di famiglie monoreddito con figli. A favore di questi nostri concittadini opera l'azione del Banco Alimentare, un'organizzazione umanitaria senza scopo di lucro, che ha come obiettivo il recupero e la valorizzazione sociale delle eccedenze agro-alimentari. Con il proprio impegno - spiega l'Assessore veneto - ritira gratuitamente le eccedenze del settore alimentare e le distribuisce, sempre gratuitamente, ad associazioni ed enti assistenziali che si occupano dei bisognosi in Italia. Gli enti convenzionati che vengono regolarmente visitati e seguiti dai volontari del Banco, sono mense per persone senza fissa dimora, centri di accoglienza per disadattati, comunita' di recupero per tossicodipendenti, centri di aiuto e sostegno per famiglie povere''. Il Banco Alimentare Comitato del Veneto, e' supportato dall'attivita' di 50 volontari, provvede a raccogliere dalle aziende produttrici o distributrici generi alimentari e bevande che, una volta controllate, catalogate e suddivise presso i propri magazzini, permettono a circa 300 enti di sostenere oltre 35.000 persone bisognose distribuite in tutto il Veneto. ''Come si vede - aggiunge Valdegamberi - si tratta di un'azione costante e sinergica che mette in rete enti pubblici e privati, aziende ed enti non profit con l'unico obiettivo di non far mai scemare il livello di attenzione e di intervento e di solidarieta' verso le componenti piu' deboli della nostra regione, mantenendo sempre verso di loro un atteggiamento di rispetto verso le loro difficolta' che preservi la loro dignita' di cittadini uguali a tutti gli altri ''.

fonte: ASCA



20 / 08 / 2008

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Il fundraising è una parola inglese che non è traducibile semplicemente in raccolta fondi. "To raise" ha il senso di: far crescere, coltivare, sorgere, ossia di sviluppare i fondi necessari a sostenere una azione senza finalità di lucro. Infatti il fund raising trova le sue origini nell'azione delle organizzazioni non profit, quelle organizzazioni che hanno l'obbligo di non destinare i propri utili ai soci, ma di reinvestirli per lo sviluppo delle proprie finalità sociali. Tuttavia attualmente il fund raising viene praticato anche da enti e servizi pubblici e da aziende che promuovono iniziative a scopo sociale.

Chi raccoglie i fondi è definito fundraiser: egli deve saper gestire la relazione con il donatore, deve avere competenze nella gestione del database attraverso strumenti informatici, deve avere un'ampia conoscenza di tutte le modalità per raccogliere fondi (direct marketing, telemarketing, e-mailing, web marketing, face to face). La figura del fundraiser in Italia oggi non è ancora bene affermata, esiste un'associazione dei fundraiser italiani (Assif), ma è ancora relativamente molto piccola, anche rispetto alla diffusione della professione[citazione necessaria]. Si pensi ad esempio che negli Stati Uniti d'America l'Associazione dei Fundraiser (AFP) conta oramai più di 25.000 iscritti.

Accanto ai fundraiser che lavorano stabilmente all'intero di organizzazioni nonprofit vi è il consulente del fund raising ovvero colui che svolge attività di consulenza presso organizzazioni non profit. I suoi compiti possono riguardare sia la stesura di un piano strategico di raccolta fondi sia lo svolgimento operativo della raccolta fondi attraverso strumenti come il mailing, il telemarketing, gli incontri faccia a faccia con i potenziali donatori. Il consulente di fund raising in Italia svolge attività come libero professionista e/o come partner di studi di consulenza.

Secondo alcuni il fundraising è nato storicamente in Europa, i sacerdoti e la Chiesa stessa sono stati i primi fundraiser, cioè coloro che raccolgono fondi per una precisa causa con scopi sociali. Lo sviluppo maggiore si è avuto però negli Stati Uniti grazie a Henry Rosso, fondatore della prima scuola di fundraising al mondo. Rosso sosteneva che il fundraising è l'arte di insegnare alle persone la gioia di donare.

Secondo i più recenti approcci il "fundraising" più che essere legato semplicemente alla cultura della carità o a quella filantropica e del mecenatismo, fonda il suo significato nel fenomeno della responsabilità sociale diffusa che spinge i soggetti sociali e collettivi ad effettuare investimenti di risorse per il raggiungimento di comuni benefici sociali. Per "fundraising" quindi si può intendere l'insieme delle teorie e delle tecniche necessarie a garantire la sostenibilità di una causa sociale e dell'organizzazione che la persegue e di promuoverne lo sviluppo costante nel tempo verso una molteplicità di interlocutori pubblici e privati.

Sono varie le modalità con cui è possibile fare fundraising. Il direct marketing è una di queste e consiste nell'invio di lettere presso un elenco di donatori o potenziali tali. Tuttavia il fund raising, per sua natura, non si fonda solo sulle donazioni ma anche su un complesso di modalità di raccolta da utilizzare nei confronti di ogni possibile mercato del fund raising pubblico e privato (eventi, sponsorizzazioni, investimenti sociali, attività di tipo commerciale, presentazione di progetti a bandi di concorso, ecc.).

Non esiste un unico modello di fund raising, ma strategie differenti in relazione alle caratterstiche della causa sociale, della organizzazione che la promuove e dell'ambiente nel quale essa opera.


da: wikipedia.org

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Il fundraising è una parola inglese che non è traducibile semplicemente in raccolta fondi. "To raise" ha il senso di: far crescere, coltivare, sorgere, ossia di sviluppare i fondi necessari a sostenere una azione senza finalità di lucro. Infatti il fund raising trova le sue origini nell'azione delle organizzazioni non profit, quelle organizzazioni che hanno l'obbligo di non destinare i propri utili ai soci, ma di reinvestirli per lo sviluppo delle proprie finalità sociali. Tuttavia attualmente il fund raising viene praticato anche da enti e servizi pubblici e da aziende che promuovono iniziative a scopo sociale.

Chi raccoglie i fondi è definito fundraiser: egli deve saper gestire la relazione con il donatore, deve avere competenze nella gestione del database attraverso strumenti informatici, deve avere un'ampia conoscenza di tutte le modalità per raccogliere fondi (direct marketing, telemarketing, e-mailing, web marketing, face to face). La figura del fundraiser in Italia oggi non è ancora bene affermata, esiste un'associazione dei fundraiser italiani (Assif), ma è ancora relativamente molto piccola, anche rispetto alla diffusione della professione[citazione necessaria]. Si pensi ad esempio che negli Stati Uniti d'America l'Associazione dei Fundraiser (AFP) conta oramai più di 25.000 iscritti.

Accanto ai fundraiser che lavorano stabilmente all'intero di organizzazioni nonprofit vi è il consulente del fund raising ovvero colui che svolge attività di consulenza presso organizzazioni non profit. I suoi compiti possono riguardare sia la stesura di un piano strategico di raccolta fondi sia lo svolgimento operativo della raccolta fondi attraverso strumenti come il mailing, il telemarketing, gli incontri faccia a faccia con i potenziali donatori. Il consulente di fund raising in Italia svolge attività come libero professionista e/o come partner di studi di consulenza.

Secondo alcuni il fundraising è nato storicamente in Europa, i sacerdoti e la Chiesa stessa sono stati i primi fundraiser, cioè coloro che raccolgono fondi per una precisa causa con scopi sociali. Lo sviluppo maggiore si è avuto però negli Stati Uniti grazie a Henry Rosso, fondatore della prima scuola di fundraising al mondo. Rosso sosteneva che il fundraising è l'arte di insegnare alle persone la gioia di donare.

Secondo i più recenti approcci il "fundraising" più che essere legato semplicemente alla cultura della carità o a quella filantropica e del mecenatismo, fonda il suo significato nel fenomeno della responsabilità sociale diffusa che spinge i soggetti sociali e collettivi ad effettuare investimenti di risorse per il raggiungimento di comuni benefici sociali. Per "fundraising" quindi si può intendere l'insieme delle teorie e delle tecniche necessarie a garantire la sostenibilità di una causa sociale e dell'organizzazione che la persegue e di promuoverne lo sviluppo costante nel tempo verso una molteplicità di interlocutori pubblici e privati.

Sono varie le modalità con cui è possibile fare fundraising. Il direct marketing è una di queste e consiste nell'invio di lettere presso un elenco di donatori o potenziali tali. Tuttavia il fund raising, per sua natura, non si fonda solo sulle donazioni ma anche su un complesso di modalità di raccolta da utilizzare nei confronti di ogni possibile mercato del fund raising pubblico e privato (eventi, sponsorizzazioni, investimenti sociali, attività di tipo commerciale, presentazione di progetti a bandi di concorso, ecc.).

Non esiste un unico modello di fund raising, ma strategie differenti in relazione alle caratterstiche della causa sociale, della organizzazione che la promuove e dell'ambiente nel quale essa opera.


da: wikipedia.org

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