SOLIDARIETA' E INFORMATICA INSIEME PER EMERGENCY Sudan. Diritto al cuore” è la mostra fotografica (Bologna 4-29 giugno 2008) che racconta e approfondisce le attività dell’innovativo Centro SALAM di cardiochirurgia di Khartoum realizzato da Emergency. Catalogo, video, foto sono disponibili su chiavetta USB da 2 GB personalizzata da Elettronica Sillaro. Il ricavato dalle vendite – al netto dei costi –andrà a favore dell’associazione umanitaria: la tecnologia sostiene la solidarietà.
L’associazione umanitaria Emergency ha tra gli obiettivi quello di promuovere una cultura di solidarietà, di pace e di rispetto dei diritti umani. Uno strumento comunicativo efficace ora arriva dalla tecnologia.
Elettronica Sillaro, distributore a valore aggiunto di soluzioni tecnologiche avanzate, ha personalizzato per Emergency una chiavetta USB Kingston da 2 GB. Scopo dell’operazione è proporre ai visitatori della mostra “Sudan. Diritto al cuore” (Bologna 2-29 giugno 2008 Palazzo d’Accursio) organizzata da Emergency, un supporto informativo efficace e capace di contenere tutto il materiale disponibile per far meglio comprendere il valore del progetto raccontato.
L’oggetto della mostra, che ha già fatto tappa a Roma, Venezia e Cuneo, è infatti il progetto “più ambizioso” di Emergency, quello che si discosta dalla loro tradizione di intervento (chirurgia di guerra e di emergenza) e forse proprio per questo motivo di particolare interesse. Nell’aprile 2007 è stato aperto a Khartoum, in Sudan, il Centro Salam, l’unico centro di cardiochirurgia che offre assistenza sanitaria gratuita ed altamente specializzata in quella zona dell’Africa. L’idea è quella di agire sulla seconda causa di mortalità in Africa, le malattie cardio-vascolari, che in generale è poco considerata perché l’attenzione è riposta principalmente sulle malattie trasmissibili. Con l’apertura del centro, Emergency ha inteso portare un’uguaglianza di diritti: come nel mondo occidentale c’è la possibilità di curarsi dalle malattie cardio-vascolari così deve essere anche in Africa.
Da qui l’importanza di una comunicazione che vada diritto al cuore. Le foto in mostra sono del fotografo milanese Marcello Bonfanti, riconosciuto protagonista del reportage sociale, e accompagnano il visitatore non solo nella vita del Centro e nelle sue attività, ma anche nella vita quotidiana del campo profughi di Mayo dove Emergency offre assistenza pediatrica gratuita. Grazie alla tecnologia ora la mostra può essere presente ovunque e con chiunque: le chiavette USB contengono foto, catalogo e video
“La chiavetta USB è ormai divenuto un oggetto di utilizzo quotidno, che ognuno porta sempre con sé. Abbiamo pensato che potesse essere lo strumento ideale per raggiungere i nostri obiettivi informativi, soprattutto perché ci ha dato la possibilità di caricare anche i filmati, come l’intervista al professor Lucio Parenzan, decano della cardiochirurgia italiana che è stato consulente scientifico del progetto in Sudan, o come la prima operazione compiuta nel centro a una ragazzina di 14 anni di nome Sunia. I video rappresentano la modalità più immediata per arrivare ai nostri sostenitori, perché mostrano la realtà, in linea con il ‘nostro’ principio di trasparenza, e sono capaci di colpire e di rimanere impressi nella memoria. La collaborazione con Elettronica Sillaro ci ha consentito di fare tutto ciò ”, dichiara Simonetta Gola, web editor di Emergency
Il ricavato delle vendite della chiavetta andrà a favore di Emergency.
www.emergency.it
www.sillaro.it/
12 / 06 / 2008 diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
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FUNDRAISINGIl fundraising è una parola inglese che non è traducibile semplicemente in raccolta fondi. "To raise" ha il senso di: far crescere, coltivare, sorgere, ossia di sviluppare i fondi necessari a sostenere una azione senza finalità di lucro. Infatti il fund raising trova le sue origini nell'azione delle organizzazioni non profit, quelle organizzazioni che hanno l'obbligo di non destinare i propri utili ai soci, ma di reinvestirli per lo sviluppo delle proprie finalità sociali. Tuttavia attualmente il fund raising viene praticato anche da enti e servizi pubblici e da aziende che promuovono iniziative a scopo sociale.
Chi raccoglie i fondi è definito fundraiser: egli deve saper gestire la relazione con il donatore, deve avere competenze nella gestione del database attraverso strumenti informatici, deve avere un'ampia conoscenza di tutte le modalità per raccogliere fondi (direct marketing, telemarketing, e-mailing, web marketing, face to face). La figura del fundraiser in Italia oggi non è ancora bene affermata, esiste un'associazione dei fundraiser italiani (Assif), ma è ancora relativamente molto piccola, anche rispetto alla diffusione della professione[citazione necessaria]. Si pensi ad esempio che negli Stati Uniti d'America l'Associazione dei Fundraiser (AFP) conta oramai più di 25.000 iscritti.
Accanto ai fundraiser che lavorano stabilmente all'intero di organizzazioni nonprofit vi è il consulente del fund raising ovvero colui che svolge attività di consulenza presso organizzazioni non profit. I suoi compiti possono riguardare sia la stesura di un piano strategico di raccolta fondi sia lo svolgimento operativo della raccolta fondi attraverso strumenti come il mailing, il telemarketing, gli incontri faccia a faccia con i potenziali donatori. Il consulente di fund raising in Italia svolge attività come libero professionista e/o come partner di studi di consulenza.
Secondo alcuni il fundraising è nato storicamente in Europa, i sacerdoti e la Chiesa stessa sono stati i primi fundraiser, cioè coloro che raccolgono fondi per una precisa causa con scopi sociali. Lo sviluppo maggiore si è avuto però negli Stati Uniti grazie a Henry Rosso, fondatore della prima scuola di fundraising al mondo. Rosso sosteneva che il fundraising è l'arte di insegnare alle persone la gioia di donare.
Secondo i più recenti approcci il "fundraising" più che essere legato semplicemente alla cultura della carità o a quella filantropica e del mecenatismo, fonda il suo significato nel fenomeno della responsabilità sociale diffusa che spinge i soggetti sociali e collettivi ad effettuare investimenti di risorse per il raggiungimento di comuni benefici sociali. Per "fundraising" quindi si può intendere l'insieme delle teorie e delle tecniche necessarie a garantire la sostenibilità di una causa sociale e dell'organizzazione che la persegue e di promuoverne lo sviluppo costante nel tempo verso una molteplicità di interlocutori pubblici e privati.
Sono varie le modalità con cui è possibile fare fundraising. Il direct marketing è una di queste e consiste nell'invio di lettere presso un elenco di donatori o potenziali tali. Tuttavia il fund raising, per sua natura, non si fonda solo sulle donazioni ma anche su un complesso di modalità di raccolta da utilizzare nei confronti di ogni possibile mercato del fund raising pubblico e privato (eventi, sponsorizzazioni, investimenti sociali, attività di tipo commerciale, presentazione di progetti a bandi di concorso, ecc.).
Non esiste un unico modello di fund raising, ma strategie differenti in relazione alle caratterstiche della causa sociale, della organizzazione che la promuove e dell'ambiente nel quale essa opera.
da: wikipedia.org
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Il fundraising è una parola inglese che non è traducibile semplicemente in raccolta fondi. "To raise" ha il senso di: far crescere, coltivare, sorgere, ossia di sviluppare i fondi necessari a sostenere una azione senza finalità di lucro. Infatti il fund raising trova le sue origini nell'azione delle organizzazioni non profit, quelle organizzazioni che hanno l'obbligo di non destinare i propri utili ai soci, ma di reinvestirli per lo sviluppo delle proprie finalità sociali. Tuttavia attualmente il fund raising viene praticato anche da enti e servizi pubblici e da aziende che promuovono iniziative a scopo sociale.
Chi raccoglie i fondi è definito fundraiser: egli deve saper gestire la relazione con il donatore, deve avere competenze nella gestione del database attraverso strumenti informatici, deve avere un'ampia conoscenza di tutte le modalità per raccogliere fondi (direct marketing, telemarketing, e-mailing, web marketing, face to face). La figura del fundraiser in Italia oggi non è ancora bene affermata, esiste un'associazione dei fundraiser italiani (Assif), ma è ancora relativamente molto piccola, anche rispetto alla diffusione della professione[citazione necessaria]. Si pensi ad esempio che negli Stati Uniti d'America l'Associazione dei Fundraiser (AFP) conta oramai più di 25.000 iscritti.
Accanto ai fundraiser che lavorano stabilmente all'intero di organizzazioni nonprofit vi è il consulente del fund raising ovvero colui che svolge attività di consulenza presso organizzazioni non profit. I suoi compiti possono riguardare sia la stesura di un piano strategico di raccolta fondi sia lo svolgimento operativo della raccolta fondi attraverso strumenti come il mailing, il telemarketing, gli incontri faccia a faccia con i potenziali donatori. Il consulente di fund raising in Italia svolge attività come libero professionista e/o come partner di studi di consulenza.
Secondo alcuni il fundraising è nato storicamente in Europa, i sacerdoti e la Chiesa stessa sono stati i primi fundraiser, cioè coloro che raccolgono fondi per una precisa causa con scopi sociali. Lo sviluppo maggiore si è avuto però negli Stati Uniti grazie a Henry Rosso, fondatore della prima scuola di fundraising al mondo. Rosso sosteneva che il fundraising è l'arte di insegnare alle persone la gioia di donare.
Secondo i più recenti approcci il "fundraising" più che essere legato semplicemente alla cultura della carità o a quella filantropica e del mecenatismo, fonda il suo significato nel fenomeno della responsabilità sociale diffusa che spinge i soggetti sociali e collettivi ad effettuare investimenti di risorse per il raggiungimento di comuni benefici sociali. Per "fundraising" quindi si può intendere l'insieme delle teorie e delle tecniche necessarie a garantire la sostenibilità di una causa sociale e dell'organizzazione che la persegue e di promuoverne lo sviluppo costante nel tempo verso una molteplicità di interlocutori pubblici e privati.
Sono varie le modalità con cui è possibile fare fundraising. Il direct marketing è una di queste e consiste nell'invio di lettere presso un elenco di donatori o potenziali tali. Tuttavia il fund raising, per sua natura, non si fonda solo sulle donazioni ma anche su un complesso di modalità di raccolta da utilizzare nei confronti di ogni possibile mercato del fund raising pubblico e privato (eventi, sponsorizzazioni, investimenti sociali, attività di tipo commerciale, presentazione di progetti a bandi di concorso, ecc.).
Non esiste un unico modello di fund raising, ma strategie differenti in relazione alle caratterstiche della causa sociale, della organizzazione che la promuove e dell'ambiente nel quale essa opera.
da: wikipedia.org
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