RACCONTI DALLA TRAGEDIA DI GAZA
L'agenzia di stampa Reuters,ha raccolto i racconti della tragedia di Gaza attraverso le parole degli uomini della Croce Rossa, di Awni Al-Jaru, uomo di Gaza e di Ahmed, 13 anni
9 gennaio
"Abu Salah è morto e anche sua moglie. Abu Tawfiq è morto, suo figlio è morto e anche sua moglie è morta. Mohammed Ibrahim è morto e sua moglie pure. Ishaq e Nasar sono morti e anche la moglie di Nael Samouni. Molte persone sono morte, più di 25. Dormivamo tutti in una stanza quando l'edificio è stato colpito. Siamo corsi in strada e abbiamo visto 15 soldati. Erano saltati giù da un elicottero atterrato sul tetto di un palazzo. Là non c'era acqua, non c'era pane. Niente da mangiare. Ho preso Yacoub e altri due fratellini e abbiamo cercato di nasconderci dai carri armati. Siamo arrivati dai vicini e ho urlato più che potevo. Mi hanno dato qualche litro di acqua. Yacoub voleva vedere sua madre, l'ha trovata a terra, morta. Altri suoi due fratelli erano morti, distesi al suo fianco, mentre il più piccolo era, anche lui morto, sul corpo della madre." Ahmed Ibrahim Samouni ha 13 anni e si trovava nell'edificio di Zeitun al momento del bombardamento.
8 gennaio
"I loro corpi puzzavano perché giacevano, là dove erano morti, da troppo tempo.
I bambini erano deboli, troppo deboli anche per stare in piedi, perché lasciati privi dell'assistenza delle loro madri morte.
Una donna, tagliata in due dal colpo di un carro armato.
Due donne uccise da un missile nel cortile della loro abitazione."
"Abbiamo tirato fuori dalle loro abitazioni più di 90 persone che erano rimaste intrappolate in casa. Il loro aspetto era orribile: sono rimasti senz'acqua e senza cibo per giorni e giorni. Lo spettacolo che si è presentato agli uomini della Croce Rossa era devastante. Abbiamo chiesto un passaggio sicuro all'esercito israeliano sin da sabato, ma il permesso ci è stato concesso solo oggi".
Il telefono alla radio locale squillava incessante. Richieste di aiuto e di cibo. Richieste di soccorso perché qualcuno li tirasse fuori dalle loro case che erano diventate della trappole.
Il carro armato che ha sparato sulla casa di Awni Al-Jaru era a soli 150 metri: "Ero seduto nella mia stanza quando ho sentito l'esplosione... Sono corso in soggiorno e ho visto mio figlio Abdel-Rahim. Gli ho chiesto dove fosse la madre e il fratellino Youssuf. Ho trovato mia moglie Albina spezzata in due parti e mio figlio Youssef sbalzato contro il muro. Albina aveva il passaporto ucraino, ma non ha voluto lasciare Gaza. Youssef aveva solo 18 mesi"...
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Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha diramato questo pomeriggio un comunicato molto duro contro l'eserciton israeliano. L'accusa è quella di non prendersi cura dei civili feriti sul campo e di ostacolare le operazioni di soccorso, in grave violazione delle convenzioni internazionali. Il portavoce Pierre Wettach ha raccontato che quindici morti sono stati ritrovati mercoledì nelle loro case nel quartiere di Zaytun, a Gaza, quando il permesso per il passaggio delle autoambulanze era stato rischiesto ben quattro giorni prima. il Comitato internazionale della Croce Rossa ha qualificato come "inaccettabile" il ritardo imposto da Tsahal (l'esercito israeliano) per autorizzare l'intervento dei soccorsi.
fonte: peacereporter.it
09 / 01 / 2009
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