PRESENTE E FUTURO DELL'IMMIGRAZIONE IN UNA SOCIETA' MULTIETNICA Convegno Nazionale
Rimini, 30/31 ottobre 2008 - Hotel Sporting
Torino, 11/12 Dicembre 2008 - Jolly Hotel Ambasciatori
Il dossier 2007 della Caritas fotografa la realtà presente e futura dell'Italia in tema d'immigrazione: tremilioniseicentonovantamila unità la popolazione immigrata di cui novecentomila proveniente dall'Europa dell'est e quindi cittadini europei, con un aumento annuo di settecentomila persone. Un bambino ogni dieci che nasce è cittadino straniero e i minori sono oltre seicentomila, quasi tutti frequentanti le scuole italiane. Le seconde generazioni ammontano a quasi quattrocentomila unità, destinati a superare il milione nel giro di un triennio. Gli stranieri, oggi provenienti da 150 paesi, saranno oltre dieci milioni prima della metà del secolo. Gli irregolari intercettati, anche se citati come fonte d'ogni problema, sono sotto le centomila unità, destinate a decrescere per l'ampliamento dell'Europa. Ma agli stranieri è dovuto il 6% del PIL; pagano 1,87 miliardi di tasse l'anno e rappresentano un quinto dei nuovi assunti. Ben centoquarantunmila sono gli stranieri che hanno avviato un'attività imprenditoriale.
Nell'anno europeo del dialogo multiculturale affrontare il tema dell'immigrazione solo in termini d'inclusione sociale o di solidarietà verso i poveri del terzo mondo, ricordando la storia degli esodi biblici degli italiani, non è più sufficiente. Occorre leggere e intervenire su nodi strutturali della nostra società: sul funzionamento di un welfare ad ampio raggio che tuteli la dignità e i diritti di chi lavora, su un'offerta di servizi in grado di favorire l'inclusione e l'inserimento, su un confronto multiculturale con l'accettazione delle differenze. Se per gli immigrati occupati molti dei processi d'integrazione passano nella conquista di assunzioni regolari e nella sindacalizzazione, per le famiglie e, per esse, le donne e i bambini, l'integrazione è sostenuta dai servizi, dalla loro accessibilità e apertura. Per gli adolescenti e i giovani, le seconde generazioni, diventa indispensabile riconoscere un loro ruolo di protagonisti di una sintesi culturale, per non creare emarginati ed orfani d'identità individuale. Sono essi il ponte, nella loro specificità multiculturale, tra due società, quella d'accoglienza e quella di provenienza. Per tutti giocano un ruolo le associazioni tra gli immigrati e con gli immigrati. Tra gli immigrati, un capitolo ancor più doloroso riguarda i rifugiati politici, perché per loro non c'è al momento, speranza di ritorno in patria.
Una politica sociale e culturale d'ampio respiro potrà incidere positivamente sulla percezione di paura, spesso spessa da disinformazione indotta e su un sentimento di rifiuto, che gli italiani hanno dell'immigrazione, anche quando individualmente devono ricorrervi come per le assistenti familiari.
Su questi temi, il decimo convegno, promosso dalla rivista Servizi sociali oggi su Politiche sociali e sistema assistenziale, concentrerà i suoi lavori ancora una volta alternando approfondimenti e buone prassi, parlando con gli immigrati e ascoltando le loro voci.
Nel corso di workshop tematici si affronteranno le diverse aree:
» Coesione ed inclusione, lavoro e diritti
» I servizi e le famiglie: la domanda e l'offerta
» Le seconde generazioni: un ponte tra due culture
» I rifugiati e le forme d'accoglienza
» L'associazionismo tra e per gli immigrati
convegnimaggioli.it
19 / 07 / 2008
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