MICROSOFT: SE L'INFORMATICA SCENDE, SALE LA SOLIDARIETA' Il ritiro di Bill Gates da Microsoft, segna oggi la fine di un’era per il colosso di Redmond.
Inizia invece una nuova epoca per la solidarietà a livello planetario. Microsoft ha costruito il suo impero vendendo licenze, una tantum per l’uso dei suoi software, che girano sull’hard disk dei singoli PC.
Nel frattempo, i rivali stanno cambiando le tradizionali regole del gioco e hanno cominciato a proporre software che funziona tramite Web browser come servizio, per i quali chiedono o una quota mensile o sono gratis perché supportati dalla pubblicità. Per gli analisti, Microsoft, passata dai 30 dipendenti del 1980, anno in cui Ballmer è arrivato, ai quasi 90.000 di adesso, non è abbastanza “agile” per stare al passo dei rivali e la sua burocrazia ha soffocato l’innovazione.
Intuendo la minaccia rappresentata dai nuovi rivali, Ballmer, ha fatto una delle mosse più forti nella storia di Microsoft, con l’offerta da 47,5 miliardi di dollari per comprare Yahoo. E ora il gigante del software, nato e cresciuto sul pc, deve affrontare, nel nuovo secolo digitale la sfida delle nuove tecnologie del Web 2.0 e del software come servizio disponibile via rete sul browser e, soprattutto, la sfida della consumerizzazione, ovvero l'esplosione e il proliferare di device digitali abilitati a Internet. E si tratta di tecnologie distruttive, capaci di alterare paradigmi di business consolidati e mettere in crisi imperi economici e industriali. Il boom Web 2.0 e la presenza sempre più forte di Google in ogni campo stanno trasformando il mercato dell'information technology e la società dell'informazione.
Sull'altro versante si apre invece una nuova era: nel corso della storica conferenza stampa, tenuta a New York il 15 giugno 2006, Bill Gates annunciava che per lui la cosa più importante era riordinare le sue priorità personali, dedicandosi a tempo pieno alla Bill e Melinda Gates Foundation. Cosi facendo ha creato la più ricca e potente organizzazione umanitaria privata del mondo (anche di molte agenzie dell'ONU), con un vertiginoso bilancio di oltre 60 miliardi di dollari e da il via ad uno nuovo fenomeno: il filantrocapitalismo. E' una rivoluzione nella solidarietà internazionale e un cambio di prospettiva per il settore dei programmi umanitari. Cosa cambierà d'ora in poi ? Riuscirà zio Bill a intervenire sulle piaghe del mondo quali malattie, povertà, fame, istruzione, come ha fatto nel mondo dell'informatica? Oltre agli ingenti capitali a disposizione e alle sue straordinarie capacità personali Gates può contare su un approccio tecnico-pragmatico, lontano dalla politica, che promette di cambiare le carte in tavola nel mondo della solidarietà internazionale. Cercheremo di seguirlo da vicino nei suoi successi ( ma anche innumerevoli problemi), non di poca importanza nella vita di centinaia di milioni di persone
pierluigi rizzini
30 / 06 / 2008
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