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MEETING DI RIMINI: CON O CONTRO LA NATURA? AMBIENTE E SVILUPPO SOSTENIBILE

“Lo sviluppo distrugge inevitabilmente l’ambiente?” Con questa domanda Massimo Ferlini, vice presidente della Compagnia delle Opere, ha introdotto l’incontro “Con o contro la natura? Ambiente e sviluppo sostenibile” . Alla domanda provocatoria ha fatto seguire la riflessione che le colline senesi, come le ammira il mondo oggi, non sono frutto della natura ma del lavoro dell’uomo. Ma qual è la situazione attuale, in cui nella ricerca sono presenti spinte esasperate e la crescita economica pare essere l’unico obiettivo? E il ruolo dell’uomo quale diventa?
“Nell’omelia di pentecoste Benedetto XVI ha affermato che come cristiani non possiamo abusare del mondo. Il nostro dovere è costruire il giardino di Dio”. Così inizia il proprio intervento Giancarlo Losma presidente dell’Ucimu (Unione costruttori italiani macchine utensili). E poi racconta: “Iniziando a lavorare, cercai di immaginarmi quale prodotto avrebbe potuto migliorare l’ambiente o limitare l’impatto dell’intervento umano”. Oggi è a capo di una azienda specializzata in sistemi di depurazione aria e liquidi. Fondata nel 1974, ora ha filiali in Stati Uniti, Germania ed Inghilterra. Produce sistemi per eliminare dall’aria dei luoghi di lavoro le sospensioni dannose prodotte dal sistema di produzione. “All’inizio è stata veramente dura e quando presentavo i miei prodotti a volte mi sentivo rispondere: non mi servono aspiratori per nebbie d’olio, o depuratori di liquidi delle macchine. Ho già trenta operai che respirano il gas ed emettono aria pulita!”. Ma ora la situazione è cambiata e Giancarlo Losma può permettersi di affermare: “Sono fiero di aver creato questo mercato. E ancora più fiero delle persone che lavorano con me”.
Manuel Andrès, spagnolo, è da due anni Amministratore delegato di Nestlè Italia ed esordisce delineando le dimensioni dell’azienda a livello mondiale. Seicentomila dipendenti nel mondo, solo in Italia venti stabilimenti con settemila dipendenti. “La filosofia della nostra azienda - ha detto Andrès - si potrebbe riassumere nella frase: mai sacrificare lo sviluppo a termine in cambio di un guadagno a breve”. Un impegno a creare un valore duraturo nel tempo e non solo per gli azionisti ma anche per l’uomo e l’ambiente. Aiutandosi con la proiezione di slides è stata illustrata la filosofia e le priorità del modo di operare, partendo dalla valutazione dei principi di base, valutando la sostenibilità, oggi ma anche per futuro. Obiettivo finale la riduzione della povertà. “Per esemplificare sono stati messi a punto procedure di lavorazione che riducono la quantità d’acqua necessaria, per i trasporti di prodotti danno preferenza alle ferrovie o comunque a camion con motori di ultima generazione e hanno ridotto il packacing del 27%”.
“Solo recentemente il diritto all’energia si è posto all’attenzione generale” ha detto Umberto Vergine, direttore tecnologie e servizi per la gestione Eni divisione Esploration&production. Un fatto che comporta una duplice sfida: garantire approvvigionamenti regolari e sicuri ma soprattutto a prezzi ragionevoli. E questo in una situazione mondiale che vede ancora un miliardo e mezzo di persone prive di energia elettrica mentre per altri tre miliardi l’accesso non è sicuro. Allo stato attuale non esiste una reale alternativa alle fonti minerali - petrolio, gas naturale e carbone - mentre si prevede che la domanda globale raddoppierà entro il 2050. Vergine ha poi illustrato gli interventi di Eni nei paesi produttori, interventi che vogliono essere di sostegno anche alle nazioni ospiti e non solo di sfruttamento delle risorse. È stato citato un progetto nel Congo Brazzaville dove Eni costruirà una centrale elettrica, in linea con i parametri del protocollo di Kyoto, alimentata col metano eccedente in grado di coprire l’80% delle necessità di energia del Paese. Passando a un campo diverso, Vergine ha parlato di un progetto di ricerca con il Mit per progettare nuove generazioni di pannelli solari in grado di rendere economicamente competitiva la produzione fotovoltaica.
“Abbiamo una grande libertà di fare - ha detto Ferlini chiudendo l’incontro - che va coniugare con una altrettanto grande responsabilità sociale” riprendendo poi un proverbio Tuareg, già citato da Andrès: “Non è l’acqua che trasforma la sabbia del deserto in giardino. Ma è l’uomo che può trasformare in giardino il deserto. A noi uomini il compito di fare questo giardino per lasciarlo ai nostri figli”

meetingrimini.org

26 / 08 / 2008

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