LISA, VOLONTARIA A TERRA FUTURA: VIVI SEMPLICEMENTE...
“Vivi semplicemente. (…) Questa terra ha risorse per tutti ma non per l’avidità di tutti” (Gandhi). Questo l’insegnamento di Terra Futura: un monito contro lo spreco di risorse naturali e sociali, un invito al dialogo, alla diffusione di “buone pratiche”, alla sensibilizzazione dei cittadini verso nuovi stili di vita, alla creazione di una rete di sinergie per uno sviluppo all’insegna della tutela ambientale, economica e sociale. Come tanti piccoli Atlante (il logo di Terra Futura rappresenta per l'appunto il titano Atlante che sostiene il globo), i volontari contribuiscono attivamente alla costruzione di quella “cattedrale della sostenibilità” che trova in eventi di questo tipo fecondi mattoni. L’essere volontario è uno stato liminale tra l’essere un visitatore consapevole ma non attivamente coinvolto e l’essere parte dinamica di un’importante organizzazione. Questa condizione permette alle persone di vivere l’evento in modo speciale, non ingabbiandole in uno schema di visita superficiale, ne’ intrappolandole nella frenesia totalizzante dell’essere gli organizzatori dell’evento, uno stato che spesso ne preclude una quieta fruizione. È un’esperienza che, attraverso la condivisione di quella responsabilità sociale ed ambientale a cui nessuno si può sottrarre, permette di capire come anche piccoli gesti quotidiani di responsabilità personale nei confronti dell’ambiente, apparentemente insignificanti se paragonati alla grandezza di un evento epocale come il cambiamento climatico, siano in realtà essenziali per salvare il nostro pianeta. È tradurre in azioni tangibili quel suggerimento che Micheal Pollan offre ad ognuno di noi: “trovate una cosa da fare nella vostra vita che non sia spendere ne’ votare, che forse sconvolgerà il mondo come un virus o forse no, ma che sia reale e specifica (oltre che simbolica) e che, qualunque cosa succeda, abbia i suoi vantaggi.” È un primo passo per capire la necessità, dimostrata da Herbert Girardet, di riavvicinare la vita urbana (attualmente basata su un sistema di sviluppo lineare) al modello di sviluppo “circolare” della natura dove tutto il prodotto di scarto di un organismo diviene un elemento di alimentazione per un altro organismo, rinnovando e sostenendo in questo modo la continuità dell’insieme. Ma è anche un’occasione per trascorrere tre giorni insieme a persone mai viste prima, condividendo con loro il divertimento e la fatica, assaporandone le diversità, dando vita a nuove amicizie che continueranno anche oltre la fine dell’evento stesso.
Lisa Zilio, volontaria a Terra Futura
Migliaia sono state le persone che si sono incontrate durante la quinta edizione di Terra Futura, la mostra – convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità recentemente svoltasi a Firenze. E tra queste spiccavano decine di magliette arancione: i volontari, persone di diversa provenienza, età e formazione, unite dal desiderio di “fare rete” e contribuire così alla diffusione della cultura dei beni comuni.
terrafutura.it
19 / 06 / 2008
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