LE NOVITA' DEL SERVIZIO CIVILE 2008
Dal 2006, anno in cui è terminata la leva obbligatoria, il servizio civile vive un periodo di rinnovamento. In questo momento ci sono sparsi per l’Italia più di 40.000 volontari che prestano servizio in quasi 3.000 enti, come regioni, province, comuni e associazioni. La distribuzione sul territorio nazionale di questi ragazzi vede una netta prevalenza di progetti nel mezzogiorno e la maggioranza dei progetti si svolge circa il 40% in ambito assistenziale.
Tra le novità che l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile (UNSC) sta portando avanti c’è la rappresentanza dei volontari nella Consulta per il servizio civile. Questa è un tavolo di lavoro dove siedono 15 membri, tra i quali gli enti e i rappresentanti delle autorità: 4 dei componenti sono volontari del servizio civile, ognuno in rappresentanza di una macro-area: Nord, Centro, Sud ed Estero. Le elezioni sono composte da due fasi: una preliminare in cui tutti i volontari sono chiamati a esprimere la propria preferenza su una lista di candidati redatta a livello regionale. La seconda fase coincide con l’assemblea nazionale dei delegati regionali, che si è tenuta a Roma il 6 e 7 giugno presso l’Istituto Superiore Antincendi.
Il direttore dell’Ufficio Nazionale del Servizio Civile, Dott. Diego Cipriani, ha aperto i lavori presentando il bando 2008 per il Servizio Civile pubblicato sul sito www.serviziocivile.it. Il nuovo bando deve fare i conti con una contrazione dei fondi, infatti si passa dai quasi 43.000 volontari ora attivi ai poco più dei 34.000 previsti nel bando 2008. Cresce il numero dei progetti a carattere assistenziale, che arrivano a coprire il 50%, cresce anche il numero di volontari all’estero da 400 del 2007 a più di 600 per l’anno in corso.
La V assemblea nazionale dei delegati è stata inoltre sede di analisi, da parte di tutti i presenti, nei confronti del mondo del Servizio Civile. I Delegati hanno avuto modo di dibattere su quelli che sono i temi più sentiti dai volontari in servizio, ed è stato approvato un documento finale, dedicato alle morti bianche e in particolare ai tre volontari morti, il 19 aprile, in un incidente stradale nel cosentino. Nel documento finale trova spazio la necessità di una definizione giuridica dello status del volontario, infatti il giovane che presta servizio non è un lavoratore e neanche un volontario, ma una figura voluta dallo Stato che svolge un ruolo fondamentale per la crescita della società civile italiana e la costruzione di una pace che va al di là della difesa dei confini e dell’assenza di conflitto. Per comprendere quali siano i problemi a cui va incontro il volontario non avendo uno status giuridico riconosciuto si possono fare due esempi: il trattamento previdenziale (l’Inps registra i volontari come lavoratori a progetto, ma non lo sono) e il problema dei visti per i volontari che svolgono il servizio civile in paesi al di fuori dell’Unione Europea, dove sono per lo più registrati come turisti.
Esiste chiara nella mente di ogni cittadino l’immagine del soldato, che “esporta la democrazia” e vigila sulla sicurezza, ma pochi hanno un’idea dell’obiettore di coscienza che crede e lavora per una comunità basata su condivisione e nonviolenza. A questa mancanza dovranno sopperire i nuovi volontari. Chi sceglierà questa vita per un anno di servizio civile avrà a disposizione un’esperienza irripetibile per lasciarsi contagiare dai valori portanti di una società fondata sulla pace.
fonte: Cosimo Caridi - nichelino.com
23 / 06 / 2008
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