APPELLO AI VOLONTARI
A fronte di importanti eventi che mobilitano piccoli, entusiasti eserciti di volontari come i recenti Meeting di Rimini o il raduno di Emergency, si verificano situazioni in cui il settore incontra serie difficoltà di sopravvivenza e una cronica mancanza di volontari più giovani. Un recete articolo del La Nazione ci aggiorna sulla situazione a La Spezia...
Sono sempre meno i giovani che si impegnano nel volontariato. La città resta solidale e attenta alle categorie più deboli, ma, nel meccanismo del terzo settore, qualcosa comincia a incrinarsi. La crisi di adesioni rischia di compromettere il lavoro e la sopravvivenza di molte associazioni. Il Centro Servizio 'Vivere insieme', organizzato dalla Regione, ne ha censite nello Spezzino in tutto 239, quattro delle quali con una storia più che centenaria. Contando più di quarantamila soci ufficialmente iscritti.
Sul campo le braccia che gratuitamente guidano ambulanze, puliscono i boschi, aiutano nelle operazioni d’ufficio sono molte di meno. Mancano forze fresche a favore della collettività. Un esempio? Il Centro di ascolto della Caritas, prima linea delle povertà estreme, uno dei fiori all’occhiello del sociale, non ha più volontario al di sotto dei cinquant’anni di età. "Da tempo - spiega la coordinatrice Elda Conte - c’è un calo di presenze fra i giovani e gli spezzini di mezza età. Riceviamo l’aiuto di persone in pensione, generalmente con i figli sistemati. Il motivo? Forse questo servizio non è fra i più facili. Ti pone di fronte a situazioni pesanti dal punto di vista emotivo".
Anche all’Avis, l’associazione dei volontari del sangue, sta succedendo un fenomeno strano: le donazioni sono in aumento, ma mancano persone che tengono in piedi la struttura. Fiorino Sommovigo, presidente provinciale, sottolinea: "E’ bene ricordare che negli ultimi anni i soci diventati seimila, ma non riusciamo a coinvolgerli nelle attività. Abbiamo grossi problemi ogni volta che andiamo al rinnovo degli organismi dirigenziali. Non riusciamo a coprire i posti nei consigli composti da undici oppure quindici membri. L’attività di volontariato si esplica, ed a già una grande cosa, nelle poche ore perse per le donazioni. Ma, tant’è".
In un altro settore, quello dell’ antincendio boschivo e della protezione civile, la Provincia ha scelto la strada degli spot pubblicitari, soprattutto televisivi, per reclutare volontari. Avviata anche una campagna di sensibilizzazione nelle scuole per far conoscere alle giovani generazioni tutta la struttura. "Parliamo del progetto di educazione ai rischi naturali, rivolto agli alunni delle classi terza media portato avanti con la collaborazione dei vigili del fuoco e dell’Istituto nazionale di geofisica marina", spiega Maurizio Bocchia.
Sono invece ridotte al lumicino le Gev, guardie ecologiche volontarie. Sono coordinate dal settore caccia e pesca di Via Veneto e si occupano di servizi ambientali, nonché danno supporto alle gare ciclistiche. L’ultimo corso risale a dieci anni fa. Le richieste di adesione sono parecchie, ma tarda l’organizzazione dell’attività di formazione. Fuga dei giovani dal volontariato, dicevamo. Lo conferma anche l’assessore comunale al welfare Cinzia Aloisini: "Ci sono cattivi segnali dalle associazione di un inizio di calo della presenza dei giovani". E ancora: "L’amministrazione da sola non ce la fa a seguire il complesso mondo del bisogno dei più deboli. Per questo ha stimolato l’organizzazione di una rete tra le associazioni del volontariato".
Il Comune ora è pronto a dare vita al 'Registro della solidarietà'. L’iniziativa è partita da una mozione in consiglio ed è rivolta alle persone che vogliono partecipare al volontariato. Così possono farsi avanti e dare disponibilità in modo da portare aiuto ai più deboli. Perché i giovani si allontanano dal sociale? "E’ il clima culturale che stiamo vivendo. Si pensa solo alle cose che ci riguardano", risponde Cinzia Aloisini. Gli fa il collega di giunta Cristiano Ruggia: "Stanno prevalendo l’individualismo, l’edonismo e la superficialità". Fiorino Sommovigo dell’Avis aggiunge: "Il problema principale dei giovani è quello di trovare lavoro. Quando hai queste preoccupazioni non sei sereno. Poi quando si sposano i problemi si spostano sulla famiglia".
Uno studio mirato sull’abbandono del volontariato partirà in questi giorni. Lo annuncia Emilio Pontani, presidente del Centro Servizio 'Vivere Insieme' punto di incrocio di tutto il terzo settore. "Sicuramente - spiega - c’è una frammentazione eccessiva delle associazioni di volontariato. Le disponibilità sono più di tipo individuale che di tipo organizzato. Non restiamo fermi, andiamo a capire i problemi e le esigenze con il supporto di centro studi nazionali".
fonte: La Nazione
13 / 09 / 2008
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