L'EVOLUZIONE DEI GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALE
Pane fatto in casa con farina macinata a pietra, pasta biologica prodotta da una piccola azienda mantovana, detersivi biodegradabili venduti alla spina, biancheria di fibra ecologica brasiliana realizzata da chi è scampato alla delocalizzazione ad Est, servizi telefonici forniti da una cooperativa no profit, consumo di sola energia verde. E tutto a costi spesso inferiori rispetto ai canali di distribuzione tradizionali. Non siamo nel mondo delle favole ma tra i Gas, i gruppi di acquisto solidale: una rete di famiglie votate al consumo critico che applicano principi di equità e solidarietà quando c'è da riempire il carrello della spesa. I Gas, in Italia, hanno visto la luce proprio nel parmense, per la precisione a Fidenza: "Siamo nati nel 1994 - ricorda il fondatore Mauro Serventi-. Allora eravamo 15 famiglie ma nel giro di pochi anni si sono andati costituendo altri gruppi a Parma e a Salsomaggiore. Cosa ci ha mosso? La volontà di comperare collettivamente prodotti biologici da piccoli produttori locali a prezzi convenienti".
Il loro "vangelo" è datato 1996 e si chiama Guida al consumo critico, realizzato e pubblicato dal Centro nuovo modello di sviluppo di vecchiano, in provincia di Pisa. Contiene informazioni sul comportamento delle imprese più grandi per guidare la scelta del consumatore; un ampio elenco di informazioni documentate sulle multinazionali che accelera il senso di disagio verso il sistema economico e la ricerca di alternative. E così è stato. Nel 1997 nasce la rete dei gruppi d'acquisto nazionale, allo scopo di collegare tra loro le diverse realtà, scambiare notizie sui prodotti e sui produttori e diffondere l'idea dei gruppi d'acquisto.
www.economia-solidale.org
www.retegas.org/
fonte repubblica.it
26 / 06 / 2008
diventa amico di questo sito su Facebook
conoscerai gli autori del network e gli altri lettori