L'APPELLO DELLA FOCSIV AL GOVERNO SUI DIRITTI UMANI
Un appello al governo per avere un "ruolo attivo" nel controllo del comportamento etico delle imprese anche nei Paesi piu' svantaggiati. Lo ha presentato la Focsiv a Terra futura, illustrando la mobilitazione per la raccolta firme e lo scenario attuale del rispetto e delle violazioni dei diritti umani nel sud del mondo. Il seminario, moderato da Alberto Bobbio, caporedattore 'Famiglia Cristiana', e' stato animato da numerose presenze: oltre a Sergio Marelli, direttore generale Focsiv e Umberto Dal Maso, presidente, c'erano Vittorio Agnoletto, europarlamentare-sottocommissione Diritti Umani, Andrea Olivero, presidente Acli.
"Siamo testimoni degli effetti della globalizzazione", ha spiegato Dal Maso, "l'iniziativa si pone l'obiettivo di dare una 'sveglia' ai governi del nord affinche' qualcosa si faccia, perche' abbiamo visto globalizzare la catena produttiva, ora vorremmo veder globalizzare i diritti umani". Monsignor Paolo Tarchi, direttore Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza Episcopale Italiana, ha ricordato che il 60° anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti umani "e' un'importante occasione di riflessione in un contesto cambiato dall'esplosione della globalizzazione. Porre al centro di questa campagna l'impresa vuol dire riprendere le grandi trasformazioni dell'economia mettendo al centro la persona umana e in questo si puo' sottolineare l'importanza della riflessione di questi anni sulla responsabilita' sociale d'impresa, che ha messo in evidenza come il profitto non sia l'unico indicatore di successo di un impresa quanto piuttosto l'attenzione al capitale umano e al rapporto tra economia ed ecologia".
"E' indispensabile partire da un'idea di impresa intrisa di valore sociale", ha rilanciato Johnny Dotti, presidente Gruppo Cgm - Welfare Italia, "in cui il capitale economico sia affiancato dal capitale sociale per contribuire a rendere plurale l'economia. Pluralismo economico, quale parita' tra diverse forme di impresa e di economia, fatte di persone, non solo consumatori ma anche produttori e proprietari". Nella ricerca di altre forme di economia capaci di rendere accessibili i diritti umani a tutti, infine, "dovremmo farci portatori della nostra centenaria esperienza e cultura mediterranea in un un contesto in cui la globalizzazione e' completamente colonizzata da esempi anglosassoni".
Per Maurizio Gubbiotti, responsabile del dipartimento internazionale Legambiente, "la prima questione da affrontare e' che non si puo' piu' ragionare di ambiente, salute o lavoro se non partendo dal punto di vista dei diritti e non piu' da quello dei temi o dei bisogni". La responsabilita' sociale d'impresa applicata a un contesto mondiale, ha argomentato, "apre una nuova stagione dei diritti. Affinche' si compia realmente questa nuova stagione, inquadrata nei binari delle Nazioni Unite, cosi' come viene presentata nel testo dell'appello, e' indispensabile che diventi protagonista nella costruzione di una societa' sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che sociale".
La campagna, promossa da Focsiv in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, guarda oggi al primo degli obiettivi da raggiungere: "Richiedere al nostro esecutivo di sostenere, quale membro del Consiglio dei Diritti Umani il processo del Rappresentante Speciale per le Imprese e Diritti Umani dell'Onu John Ruggie", ha ricordato Marelli, "perche' la partita in gioco nel sud del mondo vale la vita di milioni di persone".
fonte: AGI
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