KENYA - LAGO TURKANA, I DANNI DELL'ESTRAZIONE PETROLIFERA
Si cerca il petrolio anche sulle rive del Turkana, in Kenya. Ma la popolazione protesta: le perforazioni hanno un impatto gravissimo sull’ambiente, e sembra siano legati al diffondersi di infezioni tra la popolazione. Attivisti per l’ambiente e per i diritti umani protestano in Kenya per le perforazioni petrolifere sulle rive del lago Turkana, nella Rift Valley, che la società svedese Lundin Petroleum sta conducendo grazie alla concessione della durata di 4 anni accordata nell’ottobre scorso dal governo di Nairobi per accertare la presenza di idrocarburi sulla riva occidentale del lago.
Secondo le associazioni locali i lavori, oltre a causare gravi danni all’ambiente, favorirebbero la diffusione di malattie. In seguito ad alcune ultime prospezioni petrolifere negli anni '80, che confermarono la presenza di depositi di gas e petrolio nel sottosuolo, si diffuse una serie di infezioni come tumori e malattie respiratorie prima sconosciute tra la popolazione locale, in maggioranza formata da comunità semi-nomadi. Nei confronti della società svedese non è stata mossa finora nessuna accusa, ma secondo al società civile kenyana potrebbe esserci un legame tra le infezioni e i rifiuti chimici prodotti dalle perforazioni degli anni '80 ed accumulati all’aperto, e il presunto inquinamento di pozzi d'acqua. Gli ambientalisti chiedono quindi la sospensione delle attività della Lundin e l’invio di un gruppo di esperti per identificare le possibili cause delle malattie.
Il lago Turkana, il più grande lago alcalino dl mondo, ha una superficie di 6405 km², si trova quasi completamente entro i confini del Kenya, a parte per un piccolo tratto a nord in Etiopia, in corrispondenza del delta del fiume Omo. In base alle ricerche effettuate finora, il bacino petrolifero che si estende fino alle rive nord occidentale del lago, copre un’area di quasi 15 mila chilometri quadrati, che si estende dal sud del Sudan al confine con Repubblica Democratica del Congo e Uganda.
fonte: Nigrizia.it
26 / 08 / 2008
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