INTERPRETARE LE OFFERTE DI LAVORO NELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE 07 / 01 / 2010 - Come leggere gli annunci delle offerte di lavoro e delle posizioni aperte. Questo passo potrebbe sembrare a prima vista inutile. Cosa vuol dire sapere leggere l’offerta di lavoro e soprattutto a che scopo? Sapere leggere significa analizzare attentamente il tipo di mansioni elencate nell’offerta e valutare se si è in grado di assolverle in caso di assunzione o in caso i selezionatori prevedano una prova attitudinale in sede di colloquio. A tale proposito, consiglio di stare attenti ai verbi utilizzati nella descrizione delle mansioni: quando trovate “coordinare, presiedere, organizzare, monitorare, valutare, gestire”, si tratta di attività che richedono un’esperienza professionale in posizione dirigenziale. Nel momento in cui riteniate di essere all’altezza di queste mansioni, dovete essere consapevoli che, in caso veniate scelti per il colloquio, dovrete dare prova di spirito di leadership, dimostrare che voi siete la persona che “indicherà la via”. Molto spesso le Associazioni del terzo settore selezionano figure professionali specializzate che si occuperanno di un determinato settore (progettazione, comunicazione, raccolta fondi, risorse umane, rendicontazione) coordinando e organizzando l’attività di medio e lungo periodo, senza nessuna supervisione, tranne quella del Presidente. Quindi la capacità di lavorare autonomamente diventa indispensabile e questa autonomia la si conquista solo con l’esperienza.
E chi l’esperienza non ce l’ha? Ci sono numerose offerte di lavoro che ricercano figure di supporto. Spesso nelle offerte di lavoro trovate fra le mansioni verbi del tipo “affiancherà, supporterà, in accordo con ……si occuperà di …..”; in questo l’esperienza richiesta è minima, e quello che ci si aspetta è un candidato che dia prova di essere un “buon soldato” ed obbedire agli ordini.
Altro piccolo consiglio riguarda la conoscenza delle lingue; mai barare. Anche qualora si arrivasse al colloquio, millantando sul CV un eloquio fluente in diverse lingue, la bugia ha le gambe corte: molto spesso in sede di colloquio vengono valutate le capacità, linguistiche del candidato e spesso questo lavoro lo fa un madre lingua: la figuraccia di non capire neanche una parola di quello che viene domandato è assolutamente agghiacciante A questo proposito, ricordo che una mia amica colombiana mi raccontò una barzelletta divertente sulla conoscenza delle lingue in ambito lavorativo.
Un giovane di Bogotà fresco di laurea si presenta ad un colloquio con una banca internazionale dicendo di conoscere 21 lingue. Il selezionatore rimane molto impressionato e lo assume immediatamente. Nei giorni seguenti, il ragazzo comincia a trovare difficoltà a parlare con dei clienti inglesi e poi con dei francesi; giorni dopo la stessa scena si ripete con importanti clienti russi e cinesi. Il Direttore, vedendo che le lamentele nei confronti del neo assunto si moltiplicavano giorno per giorno decide di chiamarlo nel suo ufficio: “Senta, vedo dal suo CV che lei parla 21 lingue; ma non capisce il francese, il russo, il cinese, l’inglese…allora, quali sono queste 21 lingue?” Il ragazzo, per nulla intimorito, con un sorriso a 32 denti risponde: “Io non ho detto di conoscere 21 lingue, ma di parlare la lingua conosciuta in 21 paesi: lo spagnolo”.
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