IL MIT SCOPRE L'ACQUA CALDA MA PUO' RIVOLUZIONARE IL SETTORE ENERGETICO
Il MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha aperto una straordinaria finestra verso l'energia solare con una scoperta-invenzione che ha il sapore dell'acqua calda. Se questo si trasformasse in un prodotto per il mercato, si assisterebbe ad una rivoluzionaria evoluzione verso l'autosostentamento produttivo di energia ecocompatibile.
Cerchiamo di spiegare l'idea con poche parole semplici partendo dai supporti che vengono utilizzati: le finestre. Il progetto sviluppato da Marc Baldo e il suo team al MIT attinge al principio dei concentratori fotovoltaici, che cercano di aumentare l'efficienza produttiva di ogni singola cella fotovoltaica, e nel contempo viene sostanzialmente (o in parte) abbandonata la strada di costruire celle fotovoltaiche migliori e perseguire invece l'idea di far giungere più luce a quelle di cui già disponiamo, contenendo di molto i costi finali sul mercato applicativo .Se questo è possibile, come di fatto viene realizzato?
Grazie all'utilizzo di una speciale "vernice" trasparente di origine organica applicata alle superfici vetrose gli estremi della luce (infrarosso e ultravioletto) vengono "intrappolati" all'interno del vetro che si trasforma in una grande lastra di fibra ottica che obbliga la luce a scorrere verso l'esterno.
Lo spettro visibile, invece, viene lasciato passare.
Per passare dallo stadio luminoso a quello elettrico si fa uso di cellule fotovoltaiche applicate lungo la cornice del vetro. A costi ridotti, ogni finestra di casa potrebbe diventare così una fonte di elettricità.
Geniale. Per ora il risultato è quello di aver migliorato l'efficienza del 20% ma presto si punta ad un incremento del 50% rispetto ad una tradizionale cellula fotovoltaica esposta direttamente al sole.
fonte: ictblog.it
21 / 08 / 2008
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