IL GOVERNO DEL MYANMAR CONTINUA A RALLENTARE L'ARRIVO DEI SOCCORSI
Da questa mattina la giunta militare birmana ha comunicato la decisone di accettare aiuti solamente nel caso che vengano distribuiti dall'esercito birmano e non dai donatori. "il Myanmar non è pronto al momento a ricevere squadre di soccorso o di informazione da Paesi stranieri. Ma al Momento il Myanmar sta dando priorità ad accogliere gli aiuti umanitari e a distribuirli alle zone colpite dal ciclone con le sue proprie risorse". Nella comunità internazionale montano intanto le critiche e le pressioni sul regime militare birmano, preoccupato più di non perdere il ferreo controllo sulla popolazione che di garantire i soccorsi dopo il disastro.
La giunta ha sequestrato all'aeroporto di Yangon due invii alimentari dell'Onu, innescando ulteriori dure critiche verso il rifiuto da parte del governo militare di accettare un più ampio aiuto internazionale. "Noi saremo obbligati a interrompere le nostre già limitate operazioni di invii aerei fintanto che non otterremo maggiori garanzie dalle autorità", ha detto alla Cnn, molto irritato, il direttore regionale del Pam, Tony Banbury. I due invii sequestrati - 38 tonnellate di biscotti ad alto valore energetico sufficienti a nutrire per alcuni giorni 95 mila persone - sono solo una piccola parte degli aiuti alimentari che dovrebbero arrivare in Birmania, devastata dal ciclone Nargis. L'ONU ha infatti conseguentemente sospeso tutti gli invii
Attualmente i soccorsi hanno raggiunto circa due milioni di persone che corrisopondono solamente al 10% della popolazione bisognosa di soccorso
Da fonti non ufficiali sembra che il governo cinese abbia raggiunto accordi separati per l'invio e la distribuzione di aiuti e soccorsi
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