FIRENZE: IL NUOVO FUNDRAISING "VERDE" DEL COMUNE Vi sentite mecenati col pollice verde? Amate le aiuole ben tenute? Vi piacerebbe diventare benefattori pubblici, magari comprando per 500 euro una panchina per il giardinetto sotto casa o sborsandone 1.500 per comprare l´altalena che sognavate da bambini e metterla a disposizione dei pupi del vostro quartiere? Morite dalla voglia di collaborare di persona alla manutenzione del prato e dei fiori di questa o quella chiazza di verde? Fatevi avanti, Palazzo Vecchio vi cerca. Sono già on line, sul sito internet del Comune di Firenze (www. comune. fi. it), i bandi per presentare progetti di sponsorizzazione di aree verdi, giardini e aiuole. Potete fare di tutto: donare soldi, anche pochi, per contribuire a mantenere il giardino, il parco o i fiori di questa o quella aiuola, «adottare», spendendo qualche euro in più, un parchetto pubblico sul cui ingresso poi finirà una targa che porterà il vostro nome, sia che siate un comune cittadino, un´associazione, un´azienda o un negozio. Potete anche comprare la giostra, la seggiola o qualche altro accessorio di arredo urbano per il giardinetto a cui più tenete. Se poi siete pollici verdi e volete proprio diventare giardinieri pubblici, potete farlo: diventerete «sponsor» senza cacciare un euro. Basterà impegnarsi seguendo i consigli dei tecnici del verde dei vari quartieri, con cui vi accorderete. Qual è la contropartita? Un cartello: «Quest´area è mantenuta grazie a…», oppure «La panchina è stata donata da…», segno per i posteri della generosità dimostrata. Tutto ciò accade già negli Stati Uniti e nel Nord Europa, ma anche a Torino e Milano: «Sono sicura che anche i fiorentini coglieranno il senso dell´iniziativa», spera l´assessore ai quartieri Cristina Bevilacqua.
C´è tempo fino al 30 settembre per presentare un progetto. Come si fa? Basta andare sul sito internet del Comune (sull´home page, cliccate «amministrazione»), accedere ai bandi (ce ne sono 5, uno per ogni quartiere: li trovate sulla parte destra della pagina alla sezione «governo dei quartieri»), leggere le condizioni e scaricare la lista dei luoghi e degli interventi che i quartieri hanno selezionato come necessari nei 361 ettari di verde di loro competenza. Poi chiamate al quartiere, parlate con i responsabili del progetto e vi fate consigliare. Ci sono 259 giardini, 290 aiuole e 10 parchi che vi aspettano. (Trovate i bandi anche sul sito www. firenze. repubblica. it)
Qualche esempio? Hanno bisogno di manutenzione le aiuole delle piazze Puccini, Gaddi, Medaglie d´Oro, Primo Maggio, Mattei, Ravenna, piazza delle Cure, delle vie Ponte di Mezzo, Mamiani, De Sanctis, Maffei, Simone Martini, dell´Olivuzzo, Empoli e Spagna, i giardini del centro storico come Borgo Pinti, Borgo Allegri, piazza Tasso, Lungarno Torrigiani e quello di Carraia. Ma urgono interventi anche il parco della Rimembranza, l´Anconella, l´area Pettini Burresi, il giardino di via Gran Bretagna, le zone verdi dei parcheggi di via del Filarete, via Livorno, Cascine del Riccio, i giardini delle ville Pozzolini, Favard, Bandini e Bracci. Giochi per bambini sarebbero invece graditi nei giardinetti di via dell´Erta Canina, piazza dei Ciompi, viale Verga, via Piagentina: solo per fare qualche esempio.
Quanto vi costerà? Dipende da voi. Non ci sono limiti né prescrizioni. Per una panchina potete spendere 500 euro. L´altalena costa un bel po´: 1500 euro più un altro migliaio per il pavimento smorza cadute di cui necessita tutt´intorno. Ma una casina o un cavalluccio a molla costano meno: 300 euro in tutto. Per mantenere un´aiuola fiorita di dieci metri quadri servono invece circa 1000 euro l´anno: ma non è detto che dovete metterli tutti voi, potete accordarvi con un amico. I progetti presentati saranno valutati da un´apposita commissione e poi saranno ufficializzati in convenzioni annuali col Comune. Le aziende sponsor riceveranno in cambio cartelli pubblicitari (80x100 centimetri massimo) su cui apporre il logo (non messaggi). Escluse a priori dai bandi le aziende di tabacco, prodotti alcolici, materiale pornografico o a sfondo sessuale, quelle che non rispettano i diritti umani o le banche che risulteranno coinvolte nell´export internazionale di armi.
fonte: repubblica.it
15 / 09 / 2008 diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
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FUNDRAISINGIl fundraising è una parola inglese che non è traducibile semplicemente in raccolta fondi. "To raise" ha il senso di: far crescere, coltivare, sorgere, ossia di sviluppare i fondi necessari a sostenere una azione senza finalità di lucro. Infatti il fund raising trova le sue origini nell'azione delle organizzazioni non profit, quelle organizzazioni che hanno l'obbligo di non destinare i propri utili ai soci, ma di reinvestirli per lo sviluppo delle proprie finalità sociali. Tuttavia attualmente il fund raising viene praticato anche da enti e servizi pubblici e da aziende che promuovono iniziative a scopo sociale.
Chi raccoglie i fondi è definito fundraiser: egli deve saper gestire la relazione con il donatore, deve avere competenze nella gestione del database attraverso strumenti informatici, deve avere un'ampia conoscenza di tutte le modalità per raccogliere fondi (direct marketing, telemarketing, e-mailing, web marketing, face to face). La figura del fundraiser in Italia oggi non è ancora bene affermata, esiste un'associazione dei fundraiser italiani (Assif), ma è ancora relativamente molto piccola, anche rispetto alla diffusione della professione[citazione necessaria]. Si pensi ad esempio che negli Stati Uniti d'America l'Associazione dei Fundraiser (AFP) conta oramai più di 25.000 iscritti.
Accanto ai fundraiser che lavorano stabilmente all'intero di organizzazioni nonprofit vi è il consulente del fund raising ovvero colui che svolge attività di consulenza presso organizzazioni non profit. I suoi compiti possono riguardare sia la stesura di un piano strategico di raccolta fondi sia lo svolgimento operativo della raccolta fondi attraverso strumenti come il mailing, il telemarketing, gli incontri faccia a faccia con i potenziali donatori. Il consulente di fund raising in Italia svolge attività come libero professionista e/o come partner di studi di consulenza.
Secondo alcuni il fundraising è nato storicamente in Europa, i sacerdoti e la Chiesa stessa sono stati i primi fundraiser, cioè coloro che raccolgono fondi per una precisa causa con scopi sociali. Lo sviluppo maggiore si è avuto però negli Stati Uniti grazie a Henry Rosso, fondatore della prima scuola di fundraising al mondo. Rosso sosteneva che il fundraising è l'arte di insegnare alle persone la gioia di donare.
Secondo i più recenti approcci il "fundraising" più che essere legato semplicemente alla cultura della carità o a quella filantropica e del mecenatismo, fonda il suo significato nel fenomeno della responsabilità sociale diffusa che spinge i soggetti sociali e collettivi ad effettuare investimenti di risorse per il raggiungimento di comuni benefici sociali. Per "fundraising" quindi si può intendere l'insieme delle teorie e delle tecniche necessarie a garantire la sostenibilità di una causa sociale e dell'organizzazione che la persegue e di promuoverne lo sviluppo costante nel tempo verso una molteplicità di interlocutori pubblici e privati.
Sono varie le modalità con cui è possibile fare fundraising. Il direct marketing è una di queste e consiste nell'invio di lettere presso un elenco di donatori o potenziali tali. Tuttavia il fund raising, per sua natura, non si fonda solo sulle donazioni ma anche su un complesso di modalità di raccolta da utilizzare nei confronti di ogni possibile mercato del fund raising pubblico e privato (eventi, sponsorizzazioni, investimenti sociali, attività di tipo commerciale, presentazione di progetti a bandi di concorso, ecc.).
Non esiste un unico modello di fund raising, ma strategie differenti in relazione alle caratterstiche della causa sociale, della organizzazione che la promuove e dell'ambiente nel quale essa opera.
da: wikipedia.org
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Il fundraising è una parola inglese che non è traducibile semplicemente in raccolta fondi. "To raise" ha il senso di: far crescere, coltivare, sorgere, ossia di sviluppare i fondi necessari a sostenere una azione senza finalità di lucro. Infatti il fund raising trova le sue origini nell'azione delle organizzazioni non profit, quelle organizzazioni che hanno l'obbligo di non destinare i propri utili ai soci, ma di reinvestirli per lo sviluppo delle proprie finalità sociali. Tuttavia attualmente il fund raising viene praticato anche da enti e servizi pubblici e da aziende che promuovono iniziative a scopo sociale.
Chi raccoglie i fondi è definito fundraiser: egli deve saper gestire la relazione con il donatore, deve avere competenze nella gestione del database attraverso strumenti informatici, deve avere un'ampia conoscenza di tutte le modalità per raccogliere fondi (direct marketing, telemarketing, e-mailing, web marketing, face to face). La figura del fundraiser in Italia oggi non è ancora bene affermata, esiste un'associazione dei fundraiser italiani (Assif), ma è ancora relativamente molto piccola, anche rispetto alla diffusione della professione[citazione necessaria]. Si pensi ad esempio che negli Stati Uniti d'America l'Associazione dei Fundraiser (AFP) conta oramai più di 25.000 iscritti.
Accanto ai fundraiser che lavorano stabilmente all'intero di organizzazioni nonprofit vi è il consulente del fund raising ovvero colui che svolge attività di consulenza presso organizzazioni non profit. I suoi compiti possono riguardare sia la stesura di un piano strategico di raccolta fondi sia lo svolgimento operativo della raccolta fondi attraverso strumenti come il mailing, il telemarketing, gli incontri faccia a faccia con i potenziali donatori. Il consulente di fund raising in Italia svolge attività come libero professionista e/o come partner di studi di consulenza.
Secondo alcuni il fundraising è nato storicamente in Europa, i sacerdoti e la Chiesa stessa sono stati i primi fundraiser, cioè coloro che raccolgono fondi per una precisa causa con scopi sociali. Lo sviluppo maggiore si è avuto però negli Stati Uniti grazie a Henry Rosso, fondatore della prima scuola di fundraising al mondo. Rosso sosteneva che il fundraising è l'arte di insegnare alle persone la gioia di donare.
Secondo i più recenti approcci il "fundraising" più che essere legato semplicemente alla cultura della carità o a quella filantropica e del mecenatismo, fonda il suo significato nel fenomeno della responsabilità sociale diffusa che spinge i soggetti sociali e collettivi ad effettuare investimenti di risorse per il raggiungimento di comuni benefici sociali. Per "fundraising" quindi si può intendere l'insieme delle teorie e delle tecniche necessarie a garantire la sostenibilità di una causa sociale e dell'organizzazione che la persegue e di promuoverne lo sviluppo costante nel tempo verso una molteplicità di interlocutori pubblici e privati.
Sono varie le modalità con cui è possibile fare fundraising. Il direct marketing è una di queste e consiste nell'invio di lettere presso un elenco di donatori o potenziali tali. Tuttavia il fund raising, per sua natura, non si fonda solo sulle donazioni ma anche su un complesso di modalità di raccolta da utilizzare nei confronti di ogni possibile mercato del fund raising pubblico e privato (eventi, sponsorizzazioni, investimenti sociali, attività di tipo commerciale, presentazione di progetti a bandi di concorso, ecc.).
Non esiste un unico modello di fund raising, ma strategie differenti in relazione alle caratterstiche della causa sociale, della organizzazione che la promuove e dell'ambiente nel quale essa opera.
da: wikipedia.org
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