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FESTA DELLA MAMMA: LO STATO DELLE MADRI NEL MONDO

La Svezia è al primo posto della graduatoria stilata da Save the Children nell’Indice delle Madri, all’interno del settimo Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo. Anche l’ Italia nella zona alta della classifica, per la tutela dei bambini alla nascita e nei primi anni di vita.

Alla vigilia della Festa della Mamma (il 14 maggio p.v.) Save the Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente per la difesa e la promozione dei diritti dei bambini, pubblica l’Indice delle Madri, una classifica dei paesi dove le mamme e i bambini stanno meglio o peggio. L’edizione annuale dell’Indice, contenuta all’interno del Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo, analizza la condizione delle madri e dei bambini in 125 paesi*, sulla base di 10 indicatori relativi alla salute e all’educazione materno-infantile.

Il Rapporto 2006 sullo Stato delle Madri nel Mondo sottolinea lo stretto legame fra la salute, la sopravvivenza materna e quella del bambino. Inoltre individua alcune semplici misure che possono contribuire a salvare 3 dei 4 milioni di neonati che muoiono ogni anno.

I paesi scandinavi conquistano la testa della graduatoria come l’area del mondo in cui le mamme stanno meglio, mentre le nazioni dell’Africa sub-sahariana occupano le ultime posizioni.
L’Italia si attesta nella zona alta della classifica, relativamente ad alcuni parametri chiave: per quanto riguarda, ad esempio, il tasso di mortalità infantile entro il primo anno di vita del bambino, il nostro paese si trova all’ 8° posto, davanti a Svizzera, Gran Bretagna, Olanda, Stati Uniti. Relativamente al tasso di mortalità infantile sotto i 5 anni, l’Italia risulta ugualmente tra i paesi che maggiormente tutelano la salute e sopravvivenza dei bambini, occupando il 10° posto, prima di Gran Bretagna, Olanda, Canada, Australia e Stati Uniti.

“L’Indice delle Madri documenta il legame stretto fra la condizione della mamme e quella dei loro bambini”, spiega Carlotta Sami, Direttore dei Programmi di Save the Children Italia. “Nei paesi in cui le mamme stanno bene, stanno bene anche i bambini. Nelle nazioni in cui le madri soffrono maggiormente, anche i bambini rischiano di più. Se vogliamo migliorare la qualità della vita infantile, dobbiamo iniziare con l’investire nella salute e nel benessere materno”.

Limitando l’analisi a quei soli indicatori relativi al benessere infantile, la Somalia finisce in ultima posizione. Più di 1 bambino su 7, in questo paese, muore prima di aver compiuto un anno, il 71% della popolazione non ha accesso all’acqua potabile, il 17% dei bambini è affetto da malnutrizione. La condizione delle mamme somale è ugualmente triste: 1 donna su 10 muore per complicazioni legate al parto o alla gravidanza nell’arco della sua vita; il 75% dei neonati nasce senza l’assistenza di personale specializzato e il 78% delle donne ha l’anemia.

L’Indice delle Madri
(*paesi allo stesso livello)

Primi 10 Posti
1. Svezia
2. Danimarca/Finlandia*
4. Austria, Germania, Norvegia*
7. Australia/Paesi Bassi*
9. Canada
10. Stati Uniti/Gran Bretagna*

Ultimi 10 Posti
125. Niger
124. Burkina Faso
123. Mali
122. Chad
121. Guinea Bissau
120. Sierra Leone
119. Etiopia
118. Yemen
117. Repubblica Centro Africana
115. Repubblica Democratica del Congo/Liberia*

Indicatori chiave. La condizione delle madri è stata analizzata in 125 paesi sulla base di 6 indicatori del benessere materno e 4 indicatori del benessere infantile:

o Rischio di mortalità materna nell’arco della vita
o Percentuale di donne che usano la moderna contraccezione
o Percentuale di nascite in presenza di personale esperto
o Percentuale di donne incinte con anemia
o Tasso di alfabetismo fra le donne adulte
o Presenza delle donne nei governi nazionali
o Tasso di mortalità infantile
o Tasso di iscrizione alla scuola primaria
o Percentuale di popolazione con accesso all’acqua potabile
o Percentuale di bambini sotto i 5 anni che soffrono di moderata o acuta carenza alimentare

“La vita non è semplice per mamme e bimbi nei paesi in coda alla graduatoria. La maggior parte di loro non è mai andata a scuola. Sono fortunate quelle mamme che sopravvivono al parto e fortunati quei bambini che superano il mese di vita o addirittura il primo anno”, continua Carlotta Sami, Direttore dei Programmi di Save the Children Italia. “Ma la buona notizia è che noi sappiamo cosa serve per aiutare queste mamme e questi bambini a sopravvivere e crescere”.

“Save the Children sta lavorando in partnership con le comunità locali e i governi per assicurare programmi di provata efficacia in favore delle madri e dei bambini dei paesi in via di sviluppo. La quasi centenaria esperienza sul campo di Save the Children ha dimostrato che il miglioramento e l’ampliamento dell’accesso all’istruzione e a cure sanitarie per mamme e bambini, compresi programmi di pianificazione familiare, è cruciale per il benessere materno-infantile”, spiega ancora Carlotta Sami.

Conclusioni: L’Indice delle Madri individua nell’educazione della donna, nella presenza di personale specializzato al momento del parto, nell’accesso e utilizzo di servizi di pianificazione familiare, i 3 fattori più rilevanti per la sopravvivenza e benessere del bambino.

o Donne che hanno avuto un’istruzione è più probabile che pospongano il matrimonio evitando maternità precoci, che si occupino della propria salute e di quella dei propri familiari, che incoraggino i figli, comprese le figlie, ad andare a scuola.

o Dato che un maggiore ricorso alla contraccezione mette le mamme nelle condizioni di avere gravidanze ad intervalli più ampi, la mortalità materna e neonatale diminuisce. Negli Stati Uniti, per esempio, il 71% di donne usa contraccettivi: 1 donna su 2.500 muore per le complicazioni del parto o della gravidanza nell’arco della sua vita e 7 su 1.000 bimbi non arrivano al primo anno di vita. In Mali, dove il 6% di donne ricorre alla contraccezione, 1 mamma ogni 10 muore a seguito del parto o per complicazioni in gravidanza e 1 bambino su 10 prima di aver compiuto 1 anno.

Confronto fra Paesi: L’Indice delle Madri documenta un’enorme disparità fra le nazioni in testa alla classifica e quelle in coda, rimarcando la necessità di ridurre e annullare questo divario. Per esempio, in Svezia, la prima in graduatoria, quasi tutte le donne sono andate a scuola. Al contrario, soltanto il 34% delle donne etiopi sa leggere e scrivere. Una madre, in Etiopia, ha una possibilità 37 volte maggiore di vedere il suo bambino morire entro il primo anno di vita di una madre svedese.

o In confronto ad una mamma di uno dei paesi ai primi 10 posti dell’Indice, una madre che vive in una delle nazioni agli ultimi 10 posti della graduatoria, corre un rischio 28 volte superiore di perdere il proprio bambino prima che compia 1 anno e un rischio 750 volte maggiore di morire lei stessa di parto.

o Nei paesi agli ultimi 10 posti, quasi 1 bambino su 3 non viene iscritto a scuola, e 1 donna su 4 non sa leggere e scrivere. Nei paesi al top della classifica quasi il 100% delle donne sa leggere e scrivere.

o Personale sanitario qualificato assiste a meno del 15% delle nascite in Afghanistan, Bangladesh, Etiopia e Nepal.

o Meno del 5% di donne fa uso di contraccettivi in Chad, Guinea, Guinea-Bissau, Repubblica Democratica del Congo, Niger, Rwanda, e Sierra Leone.

*L’Italia non è compresa nell’Indice per indisponibilità di tutti gli indicatori richiesti. Tuttavia alcuni dati significativi verranno menzionati nell’ambito del comunicato.

La versione integrale dell'indagine e disponibile su www.savethechildren.it





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