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CRESCE L'IMPRESA SOCIALE ITALIANA

Il secondo Rapporto Osservatorio Isnet sulle imprese sociali (realizzato con il supporto scientifico di Aiccon) mette in evidenza i fattori positivi e le criticità del sistema cooperativo nazionale. 400 le cooperative, di tipo A, B e A+B prese a campione, che rappresentano il 7% del totale delle imprese cooperative italiane. Il 44%, nove punti in percentuale in più rispetto al 35% del 2007, sembrerebbe migliorare la propria performance economica. In aumento il rapporto con il pubblico, da sempre principale partner, mentre cresce rispetto al 2007 (40% contro il 28% della scorsa rilevazione) la percentuale di cooperative restie ad allacciare rapporti all’infuori del mondo del terzo settore. Ancora difficile, infine, resta il rapporto con i media. Quasi la metà del campione ammette, infatti, di non avere alcun rapporto con giornali, tv e radio. Un andamento tuttavia positivo, che risente solo di una mancanza di capacipà relazionale e comunicativa con l’ambiente esterno al non profit. Solo il 15% delle imprese è in difficoltà, quattro su dieci crescono.
La nuova disciplina sull’impresa sociale
A sei mesi dall’emanazione (24 gennaio) dei decreti attuativi che rendono praticabile la scelta di fare impresa sociale (istituita nel 2005 con legge n. 118), sono ancora una minoranza le organizzazioni che dichiarano di conoscere la nuova legge (37,9%), mentre il 62,1% dichiara di non conoscerla abbastanza, o addirittura non la conosce per niente.

Aumentano, rispetto al 2007, coloro che la valutano positivamente, in tutto o in parte (dal 15,5 al 18,5%); tra i pareri negativi (8%) prevale un atteggiamento di difesa motivato dal timore che si ingeneri una confusione tra organizzazioni profit e non profit e che si perda la vera identità delle cooperative sociali, agganciata al concetto di una solidarietà disinteressata. Il 4,3% aspetta che la nuova disciplina venga meglio definita, con particolare riferimento al tema delle agevolazioni fiscali.

fonte: asca.it

20 / 08 / 2008

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