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COOP: 14 PROGETTI PER GLI OBIETTIVI DEL MILLLENNIO

Coop lancia una grande campagna contro la povertà: 14 progetti per aiutare le popolazioni di tre continenti e per portare nei punti vendita sempre più prodotti equosolidali. Mentre crescono i poveri e le grandi multinazionali aumentano i loro profitti sulla pelle degli affamati del mondo, c’è chi si impegna per contrastare questa tendenza

Nel business della fame c’è chi strappa affari d’oro. Sono le grandi multinazionali del cibo e delle sementi come Nestlè, Unilever, Monsanto che hanno incrementato i loro profitti del 40 e più per cento. Quello dei fertilizzanti poi è un vero boom con il 140 per cento di crescita degli utili. La crisi alimentare globale comincia a diventare un grave problema sociale e politico. Al punto che il relatore dell’Onu per il diritto al cibo, Jean Ziegler, ha parlato di "omicidio di massa silenzioso". Secondo stime delle Nazioni Unite i prezzi dei principali prodotti agricoli sono aumentati in un anno del 55 per cento. Colpa dei sussidi che spingono gli agricoltori ad abbandonare terreni produttivi per evitare le eccedenze di latte, carne, cereali, e per sostenere i prezzi. Colpa anche del business dei biocarburanti che sottrae cereali al consumo alimentare per bruciarlo nei SUV. Ma le cause sono più complesse. Per Ziegler "bisogna mettere fine all’attività dei troppi operatori di mercato, speculatori e banditi finanziari che hanno costruito un mondo di diseguaglianze e orrore". In caso contrario la gente si ribellerà… Se continua così, nei prossimi tre anni ci saranno al mondo 100 milioni di poveri in più. Eppure ci sono centinaia di organizzazioni, a cominciare dalla Fao, che operano da decenni per cercare di ridurre disagio, fame, sottosviluppo e povertà in giro per il mondo. Coop è tra queste.
Un cammino iniziato dieci anni fa e proseguito fino ad oggi con l’attuazione di questa grande campagna contro la povertà di cui Coop è protagonista insieme alle più importanti organizzazioni non governative, scese in campo per portare aiuti concreti allo sviluppo nei tanti, troppi paesi, ancora schiavi del bisogno e della sottomissione alle regole di un mercato internazionale dominato dalla finanza carnivora e dalle spietate leggi del profitto. Stop World Poverty si inquadra nella campagna degli obiettivi del millennio delle Nazioni Unite, quelli che purtroppo fino ad oggi hanno partorito ben pochi risultati ma che rimangono un orizzonte di riferimento fondamentale.
«La campagna è articolata in due parti – spiega Roberto Cavallini, responsabile dei progetti di solidarietà Coop –: l’aiuto alle persone attraverso interventi diretti nella sanità, nella scuola, nell’alimentazione, gestiti dalle cooperative attraverso varie iniziative di cui alcune sono già in atto da tempo come il progetto Matteo e le adozioni a distanza; il sostegno allo sviluppo economico e produttivo di ben precise aree in tre diversi continenti, Asia, Africa, America Latina».
Quattordici progetti di sviluppo sostenibile e durevole delle attività economiche locali basate sul modello cooperativo e finalizzate alla creazione di un’occupazione stabile e allo sviluppo di imprese autogestite nel rispetto dell’ambiente. «Per raggiungere questi obiettivi – aggiunge Cavallini – abbiamo scelto dei progetti che prevedono lo sviluppo di produzioni, alimentari e non, capaci di avere uno sbocco innanzitutto nel mercato italiano, senza tuttavia trascurare il mercato locale».
Le Organizzazioni non governative (Ong) che affiancano Coop in ognuno di questi progetti si muovono in stretto rapporto con le comunità locali ed operano per rafforzare le capacità produttive, prestare una adeguata assistenza tecnica, garantire sufficienti sbocchi commerciali.
«Tutto questo ci permette di rafforzare la presenza di prodotti del commercio equo e solidale nella nostra rete di vendita che è già in grado di proporre un ricco assortimento di queste merci – dice Cavallini –. Ci permette inoltre di fare informazione sui temi importanti dell’economia e del sottosviluppo in rapporto diretto alle realtà nelle quali interveniamo».
Questi 14 progetti nascono in seguito a una presenza storica della Coop in alcune aree del sottosviluppo: dal Burkina Faso al Nepal, dal Nicaragua al Brasile. Negli ultimi anni sono state costruite scuole, scavati pozzi per l’acqua, inaugurate sale parto, sostenuti migliaia di bambini con le adozioni a distanza, incentivate le produzioni di prodotti autoctoni come il caffè, il cacao, il miele, il cotone per l’abbigliamento. In pochi anni la quota di prodotti del commercio equo e solidale è cresciuta di pari passo con la sensibilità dei consumatori che sempre più spesso cercano questi prodotti non solo per il loro alto valore etico ma anche perché qualitativamente ottimi.
«In Coop i prodotti del commercio equosolidale sono ormai una realtà – dice Vladimiro Adelmi, responsabile Prodotto Solidal Coop Italia ». I 21 milioni di fatturato dei prodotti equosolidali nel 2007, il 20 per cento in più dell’anno precedente, testimoniano una crescita costante che passa soprattutto attraverso l’inserimento di sempre nuovi prodotti. Siamo leader nello zucchero di canna. La crema spalmabile solidal ha raggiunto elevate percentuali di vendita». Il primo prodotto del commercio equosolidale venduto in Coop, è stato il caffè per la solidarietà (un marchio esclusivo di Coop), apparso a novembre 1995. Dal 2002, Coop ha creato una vera e propria linea a marchio. I prodotti Solidal, oggi accolgono 89 articoli (di cui ben 65 di solo abbigliamento), che spaziano dall’ananas alle magliette polo.
«Con Solidal, Coop non svolge una mera operazione di marketing o tanto meno filantropica, sussidiando comunità marginalizzate, ma, al contrario, promuove progetti d’imprenditorialità responsabile, in grado di generare valore percepito per i consumatori di oggi e sviluppo sostenibile per le future generazioni», precisa Adelmi.
Per Coop insomma, il prodotto equosolidale, oltre a rispondere ad una richiesta di eticità sempre più diffusa nei consumatori, deve essere sano, genuino, lavorato con cura e attenzione, nel rispetto delle comunità dei produttori e del loro ambiente. Inoltre deve avere un prezzo accessibile ai consumatori. Obiettivi finora centrati in pieno.

10 / 07 / 2008

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