CHI STA BENE NON SI MUOVE”
Bruno Volpi è il Presidente dell’Associazione che ha costituito con la moglie Enrica, così come presiede la Fondazione costituita a latere dell’associazione I CARE ancora – onlus.
“Siamo persone normali, con famiglie normali. Abbiamo i problemi di tutte le famiglie del mondo e del tempo, litighiamo, fatichiamo, siamo allegri e tristi, buoni e cattivi, giusti e sbagliati”. Il fatto di vivere, ciascuno a casa propria, in grandi abitazioni dove anche altri potrebbero abitare, di mettere in comune il denaro, di adottare qualche importante valore comune come la sobrietà e il mutuo aiuto sembra così stupefacente che ci si chiede se chi pratica questa alternativa di famiglia, non una controfamiglia dunque, non sia almeno un po’diverso dal normale. Ma pare proprio di no. Come accade che ci si orienti verso una famiglia alternativa? “In genere la motivazione iniziale è la scoperta dentro di sé che si sta vivendo male, che nella propria normale famiglia o nella vita che si fa non si sta bene, anzi. Il percorso è individuale ovviamente ma farlo da soli è pericoloso così lo si fa con altri. A questo punto unirsi ad altre famiglie con questioni analoghe da risolvere o affrontare non può che essere un vantaggio. Ci si può aiutare. E’ da qui che la famiglia può diventare famiglia comunità”.
Come fanno le famiglie o le singole persone ad arrivare da voi?
“Arrivano, arrivano. La porta della comunità famiglia è sempre socchiusa. Ci conoscono in tanti. Per questo siamo cresciuti. Presto avremo una nuova Comunità Famiglia a Gorgonzola”.
Ma tra di voi non ci sono magari persone invadenti? O il tipo che passa il tempo a dirti quello che devi fare? I contrasti tra individui e gruppi come li trattate?
“Cerchiamo di avere poche chiare, semplici regole. A casa mia sono sovrano ma non solo, e anche se sto nelle peste con chi potrei parlare tra tutte queste persone? Se c’è fiducia, condivisione, desiderio di aiuto reciproco è molto meno pericoloso gestire le questioni quotidiane”. È accaduto ad Angela. Aveva scelto di far parte di una Comunità Famiglia con il marito ed i figli. Dopo qualche anno di star bene un giorno il papà non è tornato. Angela, anche con l’aiuto della sua famiglia “grande”, ha scelto di restare ed affrontare così una tremenda perdita personale. Restano i problemi ma possono non diventare drammi. E’ un modo di vivere, non l’unico. Ma è successo anche questo. Un amico di Volpi in arrivo alla Comunità Famiglia trova sul suo treno due minorenni fuggiti di casa. Li vede impauriti e li porta con sé a Villapizzone. Restano qualche giorno mentre si cerca di capire chi sono, da dove vengono, cos’è successo. Dopo una settimana si scopre che i ragazzini sono scappati da Pordenone, li si persuade a telefonare, tranquillizzare, tornare a casa. Dopo poco laComunità Famiglia viene denunciata per “sottrazione di minori a scopo di libidine”. Amiciavvocati dimostrano la pretestuosità del tutto: plouf!
Diciamo che condividete con tutti il problema di procurarvi l’autosufficienza: mangiare, bere dormire, che mettendovi insieme ce la fate ad ottenere lo scopo senza diventare schiavi del lavoro, ma…“Ci vuole anche un senso secondo noi, tutti cercano un senso. Per mantenerci non abbiamo bisogno
di nessuno. Ma conosciamo il valore dei soldi, sappiamo che con i soldi si possono moltiplicare
le ricchezze sociali, cerchiamo soldi e di metterli a frutto. Come comprare una casa,
ristrutturarla, fare studiare qualcuno che non potrebbe o lavorare chi vorrebbe e non trova?
Ecco questo dei soldi è forse il punto più delicato di tutta la faccenda”.
Parliamo di soldi
“In 30 anni abbiamo ricevuto molti soldi da enti e privati, oltre che dall’autofinanziamento dei
soci. Abbiamo avuto lasciti, regalie. E non abbiamo sprecato niente, tutto è stato messo a frutto.
La Regione Lombardia ha dichiarato che la nostra esperienza riveste un carattere “innovativo e
sperimentale”. Le banche ci apprezzano quando ci presentiamo a chiedere supporti su progetti
concreti, già da noi avviati in autofinanziamento. Siamo credibili e collaborativi”.
Il prossimo passo?
“Stiamo cercando di ragionare sulla possibilità di costruire un’economia del dono…”
Mentre importanti nobel dell’economia trovano l’idea non del tutto peregrina…
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