BIRMANIA: PARTE LA CORSA DEGLI AIUTI La Commissione europea ha stanziato due milioni di euro in aiuti di emergenza - cibo e strutture di accoglienza provvisorie - per le popolazioni colpite dal ciclone Nargis, che ha causato in Birmania piu' di 10.000 morti. Secondo l'esecutivo dell'Ue, vi sono "informazioni non verificate che parlano di distruzioni al 95%" in certe citta', colpite dai forti venti e dalle onde. "Questa e' una terribile catastrofe che necessita una risposta umanitaria veloce ed efficace", si legge in una nota del Commissario Ue allo sviluppo, Louis Michel. "Centinaia di migliaia di persone, tra cui molti gia' indigenti, hanno disperatamente bisogno di aiuto", ha spiegato Michel. La Commissione inviera' ulteriori esperti nella regione, dove, a Rangoon, ha un ufficio.
Anche la Farnesina, attraverso la direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo, ha erogato un contributo immediato di 123mila euro in risposta all'appello della Federazione internazionale delle Croci rosse e delle mezzelune rosse (Ficross). Il contributo e' destinato a sostenere il programma di prima assistenza umanitaria che la Croce Rossa locale, grazie al supporto finanziario della Ficross, sta attuando in favore delle popolazioni colpite, particolarmente nelle aree di Rangoon, Irrawaddy, Bago, Karen e Mon. Il programma prevede la fornitura di vestiti, coperte e altri generi di prima necessita' a 2000 famiglie, come pure la distribuzione di acqua potabile nei luoghi di raccolta degli sfollati, vittime del ciclone.
Mobilitazione immediata anche da parte di tutte le associazioni e organizzazioni non governative presenti nella regione. 'ActionAid' lavora in oltre 30 villaggi della zona piu' colpita dal ciclone, quella del delta del fiume Irrawaddy.
"E' urgente costruire dei ricoveri temporanei per gli sfollati e dare loro acqua potabile e cibo", ha spiegato Shihab Ahmed, il coordinatore locale. "In questo momento stiamo mettendo in piedi una squadra di volontari per raggiungere i villaggi e portare i primi aiuti, sia materiali che psicologici, alle vittime del disastro naturale, in coordinamento con le altre organizzazioni non governative presenti sul posto insieme ad ActionAid". Anche se le strutture di 'Medici senza frontiere' a Rangoon sono state tutte danneggiate, i medici e gli infermieri hanno continuato a lavorare, mentre altre equipe hanno cercato di raggiungere altre aree della regione per distribuire cibo, acqua potabile e teli di plastica per costruire riapri temporari. Anche 'Save the Children', una delle principali Ong presenti nel paese con 450 operatori e 35 uffici, ha avviato la distribuzione di cibo, teli di plastica, tavolette per la potabilizzazione dell'acqua. L'intervento di aiuto sta interessando 5 tra le aree piu' colpite per un totale di 10.000 fra donne e bambini che beneficeranno dei primi soccorsi.
fonte AGI
NDR
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