AVSI ONLUS AL MEETING DI RIMINI
Portare speranza là dove non esiste altro che miseria, abbandono e sofferenza. È la missione di chi tenta di invertire il destino degli ultimi della terra. Come raccontano le tre giovani coordinatrici del sostegno a distanza in Argentina, Russia e Nigeria di Avsi, una delle principali organizzazioni non governative italiane di cooperazione internazionale, che sono arrivate nei giorni scorsi a Cesena per seguire un corso di formazione e partecipare al Meeting di Rimini.
VIRGINIA FERRERO, 26 anni, vive a Santa Fè (in Argentina) dove lavora nel sociale da quattro anni dopo aver studiato letteratura. «Non c’è solo la povertà materiale ma anche quella culturale e una grave mancanza di educazione — racconta Virginia —. Molte nostre attività avvengono nell’ambito scolastico: doposcuola, teatro e laboratori di espressività sia orale che scritta, che è una delle carenze maggiori».
Progetti rivolti a circa 500 bambini sostenuti sia da benefattori italiani che argentini. «La caratteristica del sostegno a distanza — prosegue — è quella di mettere in moto le persone».
VIENE dalla gelida Siberia la 22enne Darya Rasskasova. Nella cittadina di Novosibirsk lavora per l’organizzazione non governativa Maksora, partner di Avsi. I tanti progetti che coordina, che riguardano gli asili, la prevenzione dell’abbandono minorile e il sostegno scolastico, abbracciano circa 700 bambini. «Una delle realtà più drammatiche del mio paese sono gli orfanotrofi — spiega Darya —, che i ragazzi lasciano dopo aver terminato la scuola dell’obbligo. Aiutiamo loro a cercare un lavoro o a proseguire il percorso formativo. Ci occupiamo anche di un orfanotrofio che accoglie ragazzi affetti da problemi psichici, di progetti di accoglienza per ragazze madri e bambini poveri».
SI OCCUPA di quasi 1.500 bambini e ragazzi Alba Gianferrari, 36enne di Reggio Emilia, che ha scelto questo lavoro un anno e mezzo fa dopo aver lasciato un tranquillo posto in azienda. «Vivere in Africa non è facile, anche per motivi di sicurezza — spiega Alba —. Ma vedere là una cosa bella è un motivo più che sufficiente per continuare questo lavoro. I nostri progetti vanno a supporto di cinque scuole primarie e di un centro nutrizionale per bambini malnutriti. È importante che le scuole siano belle esteticamente per far capire ai bambini che qualcosa di nuovo è entrato nella loro vita. Qui vengono volentieri anche i genitori perché rappresentano uno dei pochissimi punti di aggregazione».
ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com
24 / 08 / 2008
diventa amico di questo sito su Facebook
conoscerai gli autori del network e gli altri lettori